Mafia, colpo al patrimonio di Matteo Messina Denaro: 3 arresti e beni sequestrati per 200 milioni

Mafia, colpo al patrimonio di Matteo Messina Denaro: 3 arresti e beni sequestrati per 200 milioni

Mafia, colpo al patrimonio di Matteo Messina Denaro: 3 arresti e beni sequestrati per 200 milioni   Photo Credit: Ansa


28 maggio 2026, ore 10:04

Al centro dell’indagine ci sarebbe un sistema articolato di società offshore e conti esteri utilizzati per occultare e reinvestire enormi somme di denaro provenienti dal narcotraffico internazionale

Vasta operazione internazionale coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e condotta dalla Guardia di Finanza contro il patrimonio riconducibile a Matteo Messina Denaro.

Le Fiamme Gialle hanno già eseguito tre arresti e sequestri per oltre 200 milioni di euro tra beni, società e disponibilità finanziarie.

L’inchiesta, definita dagli investigatori di “respiro internazionale”, coinvolge diversi Paesi esteri e punta a colpire i capitali accumulati dalla rete economica legata al boss di Castelvetrano, morto nel settembre del 2023 dopo trent’anni di latitanza.

L’INDAGINE

Le attività investigative e operative sono in corso non solo in Italia, ma anche in Andorra, Gibilterra, Svizzera, Lussemburgo, Libano, Principato di Monaco, Isole Cayman e Spagna, in particolare nelle località di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banús.

Le operazioni vengono condotte in stretto raccordo con le autorità giudiziarie e di polizia straniere. Al centro dell’indagine ci sarebbe un sistema articolato di società offshore e conti esteri utilizzati per occultare e reinvestire enormi somme di denaro provenienti dal narcotraffico internazionale.

IL TESORO NASCOSTO DI COSA NOSTRA TRAPANESE

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il patrimonio sequestrato sarebbe il frutto del reimpiego di capitali accumulati già dagli anni Ottanta sotto l’egida di Cosa Nostra trapanese. Un flusso di denaro alimentato soprattutto dal traffico di droga e successivamente trasferito all’estero attraverso strutture societarie opache e paradisi fiscali.

Le Isole Cayman, insieme ad altri centri finanziari internazionali, sarebbero state utilizzate come snodi per nascondere la provenienza illecita dei fondi e garantirne il reinvestimento in attività economiche apparentemente legali.

L’OMBRA DI MATTEO MESSINA DENARO

L’operazione rappresenta uno dei più imponenti interventi patrimoniali degli ultimi anni contro l’eredità economica di Matteo Messina Denaro.

Gli inquirenti ritengono infatti che, nonostante la morte del boss, la rete finanziaria costruita negli anni abbia continuato a operare nell’ombra.

In mattinata è prevista a Palermo una conferenza stampa alla presenza del Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e del Procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia, che illustreranno i dettagli dell’inchiesta.



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