Lega: Sasso e Ziello dicono addio e vanno con Vannacci a Futuro Nazionale, Furgiele rimane con Salvini Photo Credit: AnsaFoto.it/
06 febbraio 2026, ore 16:14
Intanto il marchio 'Futuro Nazionale' depositato presso l'Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio di Teramo nel 2010 da Riccardo Mercante non sarebbe stato rinnovato alla scadenza dei 10 anni, ovvero nel 2020. Sarebbe dunque libero da proprietà
Arrivano le prime defezioni tra i parlamentari della Lega dopo l'addio di Roberto VANNACCI, e sono i nomi che più erano sulla bocca di tutti: Rossano Sasso e Edoardo Ziello, praticamente all'unisono, annunciano infatti la decisione di lasciare il gruppo del Carroccio alla Camera, e di andare col generale.
“Memento audere semper”
"Dopo mesi di riflessioni, per me non scontate e semplici, ho deciso di uscire dalla Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile. Esco dalla Lega e scelgo di seguire il Generale Roberto VANNACCI nella sua battaglia identitaria e sovranista. Memento audere semper", spiega Sasso, che era stato insieme a Ziello anche l'unico leghista a votare, in dissenso dal gruppo, contro l'ultimo decreto di proroga di aiuti all'Ucraina. Ziello che sempre via social gli fa eco: "Interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità. Binomio che non vedo più presente nella Lega Salvini Premier. Per tutti questi motivi sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e di aderire a Futuro Nazionale. Un progetto di Destra seria e vitale che non vuole far tornare la Sinistra al governo del Generale, Roberto VANNACCI. Ad maiora!".
La svolta
Secondo Sasso, che da leghista era stato anche sottosegretario all'Istruzione nel governo Draghi, "si preannuncia una svolta nella visione politica della Lega e io non la condivido e poiché non sono compatibile, tolgo il disturbo. Eravamo animati da una spinta emotiva e ideale fortissima, fieri di un progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista, che ho avuto l'onore folle di guidare per anni insieme ad altri pazzi visionari del Sud. Oggi quel progetto per me non esiste più, il mio percorso politico con Matteo Salvini termina qui". Per Ziello invece il punto di rottura sembra essere stato proprio il decreto Ucraina, su cui la sua posizione era più simile a quella di VANNACCI (stop agli aiuti) che a quella della maggioranza di governo: "Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al DL Ucraina, volto ad interrompere gli invii di forniture militari, a favore dell'esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito - spiega Ziello - Inoltre, l'ex Ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia, ha aggiunto che, presentando un emendamento con tale contenuto, mi sarei 'autoescluso' dal partito, andando, addirittura, ad ipotizzare un periodo di espiazione da tale 'grave peccato' da scontare 'sui ceci'. In tutto questo, il Segretario del partito, Salvini, non ha battuto ciglio, dimostrando, ancora una volta, che la sua presunta contrarietà all'invio di armamenti a Kiev sia solo una terribile messinscena volta, esclusivamente, ad un mero calcolo elettorale, ma gli italiani non hanno l'anello al naso. Purtroppo, negli ultimi tempi ho visto l'assenza totale di una linea politica univoca".
La remigrazione
Chi invece, prima dell'uscita di Sasso e Ziello, aveva confermato la propria fedeltà alla Lega è Domenico Furgiuele, il deputato leghista calabrese salito alle cronache per aver tentato di organizzare la scorsa settimana alla Camera una conferenza stampa sulla Remigrazione con esponenti di estrema destra: "In questi giorni si sono rincorse illazioni giornalistiche su una mia presunta fuoriuscita dalla Lega. Sono entrato in questo partito da militante, sono diventato parlamentare, ma resto un militante nello spirito e nell'azione, uno che serve il partito, anche quando non tutto è semplice, anche quando non tutto è immediatamente comprensibile. Perché prima di tutto viene il partito".
Il marchio
Intanto secondo quanto verificato dall'ANSA, il marchio 'Futuro Nazionale' depositato presso l'Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio di Teramo (oggi del Gran Sasso d'Italia) nel 2010 da Riccardo Mercante - promotore finanziario di Giulianova, in provincia di Teramo, e consigliere regionale M5S, deceduto in un incidente stradale il 16 settembre 2020 -, non sarebbe stato rinnovato alla scadenza dei 10 anni, ovvero nel 2020. Secondo quanto stabilito dalla normativa, sarebbe dunque libero da proprietà. Il caso è attuale, dopo la scoperta dell'esistenza appunto di un precedente deposito del marchio oggi identificativo del nuovo movimento politico di Roberto Vannacci.



