Le mire espansioniste del prendente Trump: da sud a nord, i territori che ‘servono’ agli USA. Dal petrolio alle terre rare

Le mire espansioniste del prendente Trump: da sud a nord, i territori che ‘servono’ agli USA. Dal petrolio alle terre rare

Le mire espansioniste del prendente Trump: da sud a nord, i territori che ‘servono’ agli USA. Dal petrolio alle terre rare Photo Credit: ANSA


Il nuovo imperialismo americano preoccupa l’Europa e incrina il predominio dei vecchi imperialisti. Cina e Russia perdono terreno in Venezuela. L’Ue frena sulla Groenlandia

VECCHI E NUOVI IMPERIALISMI

E mentre proseguano le manovre militari di accerchiamento sulla piccola isola di Taiwan, considerata una provincia ribelle della repubblica popolare cinese, il ministero degli esteri del Dragone accusa gli Stati Uniti di prepotenza e di violazione del diritto internazionale nei confronti del Venezuela. Gli interessi economici alla base di ogni azione internazionale dei due giganti sulle sponde del Pacifico. Pechino vuole preservare le sue attività economiche nel paese latino americano e accusa Washington di ledere la sovranità di Caracas. Il monito arriva dopo l’annuncio del presidente Trump sulla futura amministrazione del petrolio venezuelano, appannaggio delle compagnie americane che gestiranno a breve 50 milioni di barili dell’oro nero, precedentemente sanzionato, per venderlo anche alla Cina. E soprattutto dopo l’indiscrezione secondo cui il Tycoon vorrebbe una collaborazione esclusiva con il Paese, che escluda Cina, Russia, Iran e Cuba da ogni attività economica. Il Timoniere del Popolo cinese rischia di perdere la sua influenza sul continente sud americano in questa fase di rigurgito imperialista di Washington, che fortemente si scontra con quello mai abbandonato di Pechino.


LA GROENLANDIA NON E' IN VENDITA

La Groenlandia è geograficamente appartenente al continente americano, legalmente è sotto la corona danese. Trump preferisce definirla più genericamente Isola nell’artico. E deve essere sua. Perché gli serve, e serve agli Stati Uniti per garantirne la sicurezza per la sua posizione strategica e per la ricchezza del suo territorio. Gli europei cercano un faticoso equilibrio per proteggere il diritto degli abitanti dell’isola e quelli del governo danese. Un documento partorito dai leader di Spagna Francia Regno Unito, insieme alla prima ministra della Danimarca, Friederiksen, condivide con gli americani la rilevanza della Groenlandia per la sicurezza dell’artico e di quella transatlantica e che la garanzia deve essere una priorità collettiva, condivisa da tutti gli alleati della Nato. Ma, dice il documento, fondamentale è il rispetto dei principi della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’inviolabilità dei confini. Il vice capo dello staff della casa bianca, un falco del Trumpismo, ha invece sostenuto che la Groenlandia deve essere degli Usa per essere meglio difesa. Il segretario di Stato, Marco Rubio, attivissimo sul fronte latino, è, invece latitante sul versante Nord del continente, che ha schivato incontri con i rappresentanti dei governi danese e groenlandese., il cui primo ministro, Nielsen, ha accolti con favore l’impegno di solidarietà degli europei. Frederiksen, in occasione della riunione dei Volenterosi aa Parigi, ha chiarito anche il conflitto innescato da Trump, non è con la sola Danimarca, ma con tutta l’UE. Canada ed Olanda hanno appoggiato la dichiarazione



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