Daniele De Rossi, le 'cose di campo' che fanno molto male

Daniele De Rossi, le 'cose di campo' che fanno molto male

Daniele De Rossi, le 'cose di campo' che fanno molto male


Dopo Sarri, tocca al campione della Roma essere difeso con l'invocazione (implicita) all'omertà

Si è detto tutto e il contrario di tutto, nella vicenda fra l'allenatore del Napoli e quello dell'Inter. Da queste pagine, abbiamo invocato (inutilmente, ma lo sapevamo) l'addio a un vecchio e abusato arnese: le 'cose di campo'. Passano poche ore e ci risiamo. ora, tocca a Capitan Futuro, Daniele De Rossi.

A differenza di Maurizio Sarri, che almeno si è dovuto autodifendere dal diluvio di critiche, che lo ha investito, Daniele De Rossi non è stato neppure chiamato a questa fatica: è tutto un coro (juventini esclusi, ovvio...) al suono di: "lasciate perdere, sono cose sempre accadute, sono 'cose di campo'".

Meno di una settimana, dunque, e ci risiamo: davanti all'indifendibile, il mondo del calcio si rifugia al calduccio della giustificazione buona per tutte le stagioni e per tutte le schifezze. Le leggendarie 'cose di campo'.

Come se il terreno di gioco della Serie A, della Champions League o dei Mondiali potesse essere assimilato all'ultimo campo di periferia, come se i protagonisti del calcio-business potessero spogliarsi di qualsiasi obbligo e dovere, giustificabili sempre. Incolpevoli, a prescindere.

Dei 'minus habens', in sostanza, in fondo troppo immaturi e sconvolti dal pathos della partita, per poter misurare se stessi e le proprie parole. Peccato che i 'minus habens' si trasformino in leccatissimi uomini immagine, appena sentano odor di fama e quattrini.

La verità, molto triste, è che la 'cose di campo' sono da sempre un paravento per la malattia cronica del calcio: l'omertà. Puoi fare tutto, dire tutto, a patto che te la risolva nel mitico 'tunnel degli spogliatoi'.

Che poi, nel pallone di oggi, non ci sia più un centimetro quadrato al riparo da microfoni e telecamere, è solo un fastidio, un'invasione di campo, nel sancta sanctorum dei super-machi pallonari.

Dite che i suddetti siano milionari, proprio grazie a quelle telecamere e microfoni?! Evidentemente, siamo in presenza di un insignificante dettaglio.

Facciamoci allegramente del male. Sono 'cose di campo'.


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