L’Italia celebra il 2 giugno. Mattarella, una data che segnò un atto di libertà senza precedenti
L’Italia celebra il 2 giugno. Mattarella, una data che segnò un atto di libertà senza precedenti Photo Credit: Foto: Ansa/
02 giugno 2026, ore 11:44 , agg. alle 13:44
Ai Fori imperiali è in corso la tradizionale parata del 2 giugno, alla presenza del capo dello Stato Mattarella e delle più alte cariche dello Stato
Il sorvolo, nei cieli di Roma, delle Frecce Tricolori; l'omaggio del Capo dello Stato al Milite ignoto; la rassegna militare ai Fori Imperiali. Oggi l'Italia festeggia l'80esimo anniversario della festa della Repubblica “80 anni al servizio del Paese", il claim scelto per l'occasione.
MATTARELLA, LA COSTITUZIONE E' 'CASA COMUNE'
Il 2 giugno "segnò il compimento di un atto di libertà senza precedenti" ha scritto il presidente in un messaggio al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano. Mattarella ha definito la Costituzione la nostra 'casa comune'. Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l'impegno collettivo all'affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, ''casa comune'' che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà, ha aggiunto il presidente.
MELONI, CAMMINO CHE GLI ITALIANI HANNO COSTRUITO INSIEME
"Ottanta anni di di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale" ha commentato la premier Giorgia Meloni sui social. Poi, a margine della celebrazione di Roma, la presidente del Consiglio ha parlato di una "festa di riconoscenza e di responsabilità" ma non solo "Una festa di riconoscenza, perché quello che noi abbiamo oggi dobbiamo sempre ricordare che qualcuno l'ha costruito prima di noi, con grandi storie e con piccoli gesti quotidiani, con piccole scelte di ciascuno. E di responsabilità perché dopo 80 anni dobbiamo anche chiederci che Repubblica vogliamo essere domani".
