Keir Starmer annuncia che il Regno Unito riconoscerà lo stato palestinese se Israele non si fermerà

Keir Starmer annuncia che il Regno Unito riconoscerà lo stato palestinese se Israele non si fermerà

Keir Starmer annuncia che il Regno Unito riconoscerà lo stato palestinese se Israele non si fermerà Photo Credit: agenziafotogramma.it


Londra pronta al riconoscimento entro settembre per spingere verso un cessate il fuoco a Gaza. Israele critica, Macron applaude. Berlino e Parigi sostengono l’iniziativa

L'ANNUNCIO DI STARMER

Il premier britannico Keir Starmer ha rotto gli indugi e, dopo settimane di valutazioni e pressioni politiche, ha annunciato che il Regno Unito riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina nel mese di settembre, prima dell’inizio dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tale decisione sarà confermata solo se Israele non adotterà misure concrete per fermare le operazioni militari a Gaza e non accetterà altre condizioni, tra cui un cessate il fuoco. Questa scelta segna un passaggio storico: Londra diventerà il secondo Paese membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e del G7, dopo la Francia, a riconoscere formalmente la Palestina. Con tale passo, il numero di nazioni che riconoscono lo Stato palestinese salirà a 149. L’obiettivo, spiegano fonti vicine a Downing Street, è esercitare la massima pressione su Israele affinché ponga fine alla guerra e alla crisi umanitaria nella Striscia, dove i morti hanno superato quota 60mila e milioni di persone vivono in condizioni disperate.

LA REAZIONE DI ISRAELE

La reazione di Israele è stata immediata. Il premier Benjamin Netanyahu ha accusato Londra di “premiare il terrorismo di Hamas” e di “punire le vittime”. Di tono opposto la risposta di Emmanuel Macron, che ha salutato l’annuncio britannico come un passo decisivo per “riaprire la strada alla pace”. Starmer ha richiamato d’urgenza i suoi ministri dalle vacanze per discutere la decisione e ha sottolineato che il riconoscimento avverrà solo come parte di un processo di pace volto a salvaguardare la soluzione dei due Stati, oggi più a rischio che mai. Ha inoltre invitato Hamas a consegnare gli ostaggi ancora detenuti e a deporre le armi, chiedendo che l’organizzazione non giochi più un ruolo centrale nei territori palestinesi.


L'ASSE PARIGI-LONDRA-BERLINO

Parigi, Londra e Berlino hanno stretto un fronte comune per spingere Israele verso un cessate il fuoco. I tre Paesi intendono presentare congiuntamente le loro richieste durante una missione ufficiale in Israele prevista per la prossima settimana. Oltre alla fine dei combattimenti, l’asse europeo chiede l’apertura immediata di corridoi per gli aiuti umanitari, ritenuti insufficienti nonostante i recenti lanci aerei. Già nelle prossime ore, Germania e Francia invieranno nuovi carichi di aiuti, mentre il Regno Unito continuerà a sostenere logisticamente le operazioni. Starmer avrebbe informato Netanyahu con una telefonata prima di rendere pubblica la decisione, ribadendo che il riconoscimento non è un attacco a Israele ma un tentativo di riattivare un processo di pace credibile. Nel frattempo, l’Olanda ha scelto di dichiarare ‘personae non gratae’ due ministri israeliani dell’ultradestra, accusandoli di incitamento alla violenza dei coloni e di sostegno a politiche di pulizia etnica. La risposta da Tel Aviv non si è fatta attendere: il ministro Smotrich ha accusato i Paesi Bassi di essersi “arresi alle menzogne dell’Islam radicale”.


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