Italia, la strada è giusta ma servono i goal

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La nazionale conferma i progressi sul piano del gioco, ma segna a fatica

Quella di ieri con gli Stati Uniti sembrava la classica partita stregata: gli azzurri avevano creato tanto e sprecato troppo. Lo zero a zero sembrava una ingiustizia ma al tempo stesso un contrappasso per chi non era riuscito a concretizzare una superiorità netta. Poi, al novantaquattresimo minuto , Matteo Politano ha spezzato l’incantesimo: un gol importante il suo, perché regala una iniezione di fiducia a una squadra per la quale il gol inizia a diventare un complesso. Da un lato c’è la soddisfazione per una nazionale che gioca bene e crea parecchio, dall’altro c’è preoccupazione per la poca incisività sotto porta. Il problema va risolto: Immobile e Lasagna hanno avuto le loro cianche, ma hanno chiuso a zero reti e con insufficienze in pagella; Belotti sembra lontano dagli standard di due anni fa; Cutrone per ora serve alla Under 21; magari a marzo si tenterà un nuovo recupero azzurro di Mario Balotelli, che ha indiscutibili limiti ma pare comunque più forte di chi ha giocato ( e sbagliato) in queste ultime partite. Comunque il bilancio di questo 2018 targato mancini è positivo: l’Italia è tornata ad essere una squadra, l’impegno non manca mai, si vedono progressi sul piano del gioco. Bene anche il graduale inserimento di promesse come Sensi, Grifo, Kean, Tonali ( che a Genk non ha giocato, ma presto avrà altre occasioni). L’Italia tornerà in campo a marzo per le qualificazioni europee. Il 2 dicembre a Dublino si terrà il sorteggio per la formazioni dei gironi: grazie al secondo posto nel gruppo di Nations League, gli azzurri saranno teste di serie. Ma occhio alla Germania che sarà in seconda fascia.


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