Inps, a ottobre 662mila posti di lavoro in meno rispetto al 2019, crollano i contratti a termine

Inps, a ottobre 662mila posti di lavoro in meno rispetto al 2019, crollano i contratti a termine

Inps, a ottobre 662mila posti di lavoro in meno rispetto al 2019, crollano i contratti a termine


Lo scorso anno ci sono state 4 miliardi di ore di cassa integrazione, l'emergenza covid non dà tregua all'Italia

Crollano i posti di lavoro e volano le richieste di cassa integrazione: a causa dell'emergenza sanitaria da Covid 19 il saldo annualizzato dei posti di lavoro a ottobre 2020, ovvero la differenza rispetto ai contratti del settore privato esistenti a ottobre 2019, è risultato negativo per 662.000 unità.


I dati dell' Inps

Dopo la ripresa estiva - rileva l'Inps nell'Osservatorio sul precariato - si è registrato un nuovo peggioramento trainato dalla riduzione dei contratti a termine mentre quelli stabili hanno resistito grazie al blocco dei licenziamenti con una crescita rispetto a ottobre 2019 di 160.995 unità. Nel 2020 l'Inps ha autorizzato oltre quattro miliardi di ore di cassa integrazione e fondi di solidarieta' solo per l'emergenza sanitaria mentre il conto supera i 4,3 miliardi se si considera il complesso delle ore, comprese quelle senza causale Covid. In pratica le ore di fermo autorizzate alle aziende nel 2020 sono state quasi quattro volte quelle registrate negli anni peggiori della crisi. Le assunzioni complessive attivate dai datori di lavoro privati nei primi dieci mesi del 2020 sono state 4.347.000 con un calo del 31% sullo stesso periodo del 2019 mentre le cessazioni nel complesso sono state 4.657.000 con una riduzione tendenziale del 20%. Il saldo complessivo nei primi dieci mesi è stato negativo per 310.269 unità.


I rapporti di lavoro

A ottobre 2020 - segnala l'Inps - rimangono ancora positivi, pur continuando sempre a ridursi, i saldi annualizzati dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+160,995) e di apprendistato (+8.000) soprattutto a causa del blocco dei licenziamenti che di fatto ha "salvato" temporaneamente i rapporti di lavoro stabili dagli effetti della pandemia e dalla crisi economica mentre crollano quelli dei contratti a termine (-453.577) e degli altri contratti a tempo come quelli stagionali (-113.264). Se si guarda alla variazione netta dei rapporti di lavoro in essere per mese si vede che la variazione (entrate meno uscite) per i primi dieci mesi dell'anno è negativa nel complesso con 310.269 rapporti in meno sullo stesso periodo del 2019. Se si guarda ai rapporti a tempo indeterminato (assunzioni stabili più trasformazioni meno cessazioni da contratto a tempo indeterminato) la variazione è positiva per 225.726 unità. anche grazie allo stop ai licenziamenti.


Le altre tipologie di contratto

Per tutte le altre tipologie contrattuali, ad eccezione dell'apprendistato, la variazione netta è negativa con i contratti a termine che segnano -281.600 unità nei primi dieci mesi 2020 sullo stesso periodo del 2019 e quelli in somministrazione che registrano un -88.466 unità. Per i contratti di lavoro stagionali nonostante la ripresa segnata a giugno e luglio nei primi 10 mesi si è registrata una variazione netta negativa per 96.681 unità mentre per quelli di lavoro intermittente si sono registrati 72.219 contratti in meno. Il dato sui posti di lavoro è comunque "drogato" dagli interventi messi in campo dal Governo per fronteggiare l'epidemia da Covid 19. Il blocco dei licenziamenti insieme al largo utilizzo della cassa integrazione hanno lasciato formalmente al lavoro un gran numero di persone che potrebbero trovarsi in difficoltà quando si esauriranno gli interventi. Tra marzo e oggi, sulla base delle disposizioni di Governo, l'Inps ha erogato 33,5 miliardi a supporto delle attività economiche e delle famiglie, con sostegni che hanno interessato circa 15 milioni di beneficiari con 19 miliardi solo per la cassa integrazione. 


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