Il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera ha difeso la riforma per la quale si andrà al referendum

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera ha difeso la riforma per la quale si andrà al referendum

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio alla Camera ha difeso la riforma per la quale si andrà al referendum Photo Credit: Ansa/ FABIO FRUSTACI


Sono variazioni ha detto " né contro la magistratura, né contro l’opposizione, né contro nessuno" , e non ci sono oltraggi alla costituzione


Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio ha difeso la riforma del sistema giudiziario nelle sue comunicazioni in Aula alla Camera sull’amministrazione della giustizia. Il suo è stato un attacco al fronte che sostiene il ‘No’ al referendum costituzionale che sarà necessario per approvarla. “Deve essere chiaro che questa nostra iniziativa che mira ad attuare da un punto di vista costituzionale quella che è stata una rivoluzione processuale di quarant’anni fa voluta dal ministro Vassalli è non è né contro la magistratura, né contro l’opposizione, né contro nessuno“, ha detto il Guardasigilli durante il suo intervento. “È stato adombrato un po’ da tutti che vi sia una sorta di oltraggio o di vulnus alla Costituzione. Il vulnus alla Costituzione deriverebbe dal fatto che vogliamo mettere il pubblico ministero sotto l’esecutivo eccetera, in una petulante litania davanti alla quale non vi è possibilità di replica”, ha aggiunto, mentre dai banchi delle opposizioni si è alzato un mormorio di protesta. La riforma della giustizia non è contro nessuno, “prova ne sia, ma questo lo sapete meglio di me, che vi sono stati moltissimi esponenti – e non ne farò qui un noioso elenco di nomi di persone – che sono lontani dalla nostra posizione politica e che si sono schierati a favore del referendum“, ha aggiunto Nordio facendo riferimento alle parole di Goffredo Bettini in un’intervista dei giorni scorsi in cui lo storico esponente del Pd si è detto favorevole alla separazione delle carriere.

"Prima di essere efficiente, giustizia deve essere giusta”

“La questa relazione ammetto sarà abbastanza arida perché sarà infarcita di dati, d’altro canto poiché noi siamo stati spesso accusati di cosiddetto benaltrismo, cioè di presentare delle proposte, delle riforme costituzionali che si occupavano di elementi che non avevano niente a che fare con l’efficienza della giustizia, come se una giustizia prima di essere efficiente non dovesse essere giusta, ricordo a me stesso e a voi tutti che l’efficienza e la rapidità sono condizioni essenziali ma non sufficienti per una buona amministrazione della giustizia“, aveva affermato Nordio nell’introduzione del suo discorso.

Risoluzioni Pd-M5S-Avs

In occasione della relazione del ministro in Parlamento, presentate tre risoluzioni da Pd, M5S e Avs, che chiedono l’impegno del governo ad assicurare una giusta campagna informativa sul tema del referendum. “Relativamente al referendum popolare confermativo previsto dall’articolo 138 della Costituzione sulla legge costituzionale ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’, ad assicurare la più ampia campagna informativa referendaria ispirata a criteri di obiettività e trasparenza rispetto al quesito referendario, astenendosi da eventuali mistificazioni volte esclusivamente a delegittimare il ruolo della magistratura e a scalfire i principi costituzionali sanciti dall’art.104 della Carta Fondamentale, rispettando integralmente il Titolo IV della Costituzione laddove vengono contemplati il principio di separazione dei poteri e dell’autonomia della magistratura“, si legge nel primo degli impegni al governo previsti dai documenti.

“Suicidi in carcere calano del 10%, il trend è cambiato"

Tra gli altri temi trattati da Nordio nelle sue comunicazioni, anche quello del sovraffollamento carcerario e dei suicidi in cella. “Ho definito a suo tempo un fardello di dolore quello dei suicidi in carcere. È un fenomeno sul quale ci siamo ripetutamente confrontati e sul quale siamo tutti d’accordo che si tratti di un fallimento da parte dello Stato. L’unica diciamo notizia meno brutta, non dico buona, è quella che il trend si è invertito: quest’anno la percentuale di suicidi è diminuita del 10%. È sempre alta, è sempre intollerabile, però quel trend che era iniziato un paio d’anni fa in modo estremamente preoccupante oggi si è invertito e questa è una notizia meno cattiva di quella che potevamo temere“, ha affermato.

“Suicidi non per sovraffollamento ma per solitudine e disperazione

I suicidi in carcere “non dipendono dal sovraffollamento, che pure è un problema enorme sul quale stiamo perfettamente d’accordo occorre agire, sul piano e sul quale stiamo già agendo, ma non è il sovraffollamento che provoca il suicidio“, ha aggiunto ancora il Guardasigilli. “Il suicidio è provocato dalla solitudine, dalla disperazione e dalla incapacità molto spesso di affrontare il momento della liberazione”.


 

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