Il ghiaccio secco, il contenitore di vecchia generazione, i malintesi in sala operatoria, questa la catena che ha condannato Domenico Photo Credit: ANSA/CIRO FUSCO
26 febbraio 2026, ore 13:45 , agg. alle 17:44
Il cuore in lista nazionale trapianti, che era destinato a Domenico ha salvato un bimbo di Bergamo, trapiantato all'ospedale Papa Giovanni XXIII
Un disastro, con personale non formato, approssimativo. Per trasportare il cuore per il trapianto al piccolo Domenico, l'equipe dell'ospedale Monaldi ha utilizzato un box isotermico di vecchia generazione che somiglia molto ad un modello di quelli usati per portare cibo in spiaggia. Blu, con fascia bianca e manico arancione, era in dotazione a partire dagli anni '80. Il 23 dicembre scorso, il personale del Monaldi ha preferito recarsi all'ospedale San Maurizio di Bolzano con quel contenitore, nonostante siano in dotazione da mesi quelli tecnologici che hanno il termostato poiché nessuno avrebbe effettuato il corso di formazione per utilizzarli.
La identificazione del contenitore
Al momento del sequestro, dopo la morte del bambino e con l'inchiesta entrata nella fase cruciale, i carabinieri del Nas di Napoli hanno riscontrato anche la scritta a mano con le pennarello nero "S. Op. C. Ch. Ped.", a significare "sala operatoria di cardiochirurgia pediatrica". Il fascicolo fotografico e il verbale del sequestro fanno parte degli atti trasmessi dal pm Giuseppe Tittaferrante al gip del tribunale di Napoli con la richiesta di incidente probatorio per l'autopsia.
Gli indagati adesso sono sette
Sette componenti dell'equipe chirurgica del Monaldi sono al momento indagati per omicidio colposo per la morte del piccolo Domenico, avvenuta sabato scorso dopo 60 giorni in coma farmacologico in seguito al trapianto di un cuore lesionato dall'utilizzo di ghiaccio secco. Fondamentale, sempre ai fini dell'inchiesta, sarà chiarire questo aspetto.
Il ghiaccio secco
Il Monaldi ritiene l’utilizzo del ghiaccio secco un «elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive» ed ha citato quanto emerge dall’Audit: «Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’equipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione». Uno scontro a distanza con Bolzano che vede da un lato chi avrebbe fornito il ghiaccio «sbagliato», dall’altro chi non avrebbe controllato.
Gli ispettori del Ministero all'ospedale di Bolzano
Intanto sono arrivati all'ospedale di Bolzano, lontano dalle telecamere, gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire i documenti relativi alla vicenda. La scorsa settimana gli ispettori avevano già svolto le stesse procedure al Monaldi. Per quanto riguarda invece l'inchiesta della Procura di Napoli, il Nas di Trento ieri si era recato all'ospedale bolzanino per una serie di accertamenti. I militari si sono fatti consegnare l'elenco di tutto il personale, di tutti i livelli professionali, coinvolto nell'intera procedura di espianto e trasporto del cuore.
Un sorriso per un altro bimbo
Il cuore, il secondo, che i medici hanno giudicato non utilizzabile per le condizioni di Domenico, ha salvato un altro bimbo. Il cuore primo disponibile nella lista nazionale d'urgenza e inizialmente destinato al bimbo campano è andato a un suo coetaneo operato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il trapianto è perfettamente riuscito e un altro piccolo è “tornato a vivere. Il donatore era un bimbo di tre anni, morto per leucemia. L'intervento, nella notte tra giovedì 18 febbraio e venerdì 19, è riuscito. Il cuore ha ripreso a battere nel corpo del piccolo destinatario.



