Il Bayesian torna a galla dopo 10 mesi. La prossima settimana il rientro a Termini Imerese

Il Bayesian torna a galla dopo 10 mesi. La prossima settimana il rientro a Termini Imerese

Il Bayesian torna a galla dopo 10 mesi. La prossima settimana il rientro a Termini Imerese Photo Credit: fotogramma


Il veliero affondato a Porticello nell'agosto dell'anno scorso ha rivisto la luce. Le operazioni di recupero sono costate la vita a un sommozzatore a causa di una misteriosa esplosione. Nel naufragio morirono 7 persone

Il Bayesian è stato riportato a galla. Il megayacht a vela, affondato lo scorso 19 agosto fuori dal porto di Porticello a una profondità di circa 50 metri, ha finalmente rivisto luce. Due chiatte e centinaia di esperti sono stati indispensabili per riportare in superficie l’imbarcazione. Le operazioni hanno avuto inizio a maggio, quando le due navi gru, la Hebo Lift 10 e la Hebo Lift 2, provenienti dall’Olanda, arrivarono sul punto del naufragio. Il superyacht affondò a poche miglia dal porto.

LE DIFFICOLTA'

I primi approcci al relitto dei sommozzatori si conclusero con la morte di uno dei sub, Rob Cornelis Huijben, avvenuta lo scorso 9 maggio, a causa di un’esplosione mentre tagliava la cerniera che aggancia il boma all’albero della barca. Durante le analisi delle operazioni, gli esperti stabilirono che fosse indispensabile tagliare l’albero maestro, 72 metri d’altezza -tra i più alti al mondo- per far riemergere il veliero. Sul decesso del sommozzatore è stata aperta un'inchiesta che vede indagate tre persone della società olandese Smit Salvage, per cui lavorava Huijben, per omicidio colposo e violazione delle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. Dopo la morte dell’olandese a bordo delle due navi c’è stato un duro confronto fra i responsabili del progetto e le maestranze. Per giorni le posizioni sono rimaste molto distanti con il rischio di una sorta di “ammutinamento” di tecnici e sommozzatori. Ipotesi rientrata quando è stato spiegato il lavoro era stato affidato esclusivamente a dei robot sottomarini.

IL RIENTRO IN PORTO

Ora, lo yacht riportato in superficie è imbracato tra le due chiatte-gru. Prima di alzarlo completamente sul livello del mare i tecnici devono rinforzare e aumentare le imbracature. Lo scafo blu riemerso si trova, dunque, a pelo d'acqua. Dalla Capitaneria di Porto confermano che le operazioni di recupero totale dell'imbarcazione avverranno domani mattina a partire dall'alba. Il recupero definitivo prevede che lo scafo, dopo essere stato sollevato dal fondale e portato in linea di galleggiamento, sia completamente svuotato dall'acqua. A operazioni concluse, si presume intorno al 23 giugno, il relitto verrà riportato nel porto di Termini Imerese. Intanto, sono già stati recuperati e sbarcati a Termini Imerese una scialuppa di salvataggio e altri elementi di arredo del ponte. L’ultima fase del recupero riguarda l’albero lasciato in fondo al mare. In questi giorni dopo la riunione operativa in capitaneria a Palermo c'è stata un'accelerazione.

LE VITTIME

Nel naufragio morirono sette persone tra cui il magnate inglese Mike Lynch. Insieme a lui, persero la vita: Recaldo Thomas, cuoco di bordo, canadese; Jonathan Bloomer, 70 anni, presidente di Morgan Stanley International; Judy Bloomer, 71 anni, moglie di Jonathan; Chris J. Morvillo, avvocato statunitense, ospite del magnate; Neda Nassiri Morvillo, moglie di Chris; Hannah Lynch 18 anni, figlia di Mike. Per il naufragio sono tre gli indagati dalla procura di Termini Imerese: il comandante neozelandese James Cutfield, l'ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia Matthew Griffith. L'accusa è omicidio colposo plurimo e naufragio colposo.



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