I libri da leggere della settimana, tra “L’invenzione del colore”, “Anima”, “L’altro ispettore: vietato pensare” e “La scomparsa di Mercy”
I libri da leggere della settimana, tra “L’invenzione del colore”, “Anima”, “L’altro ispettore: vietato pensare” e “La scomparsa di Mercy”
08 febbraio 2026, ore 09:00
Torna il consueto poker di titoli che arriva dalle novità approdate di recente sugli scaffali, un pacchetto di storie che, tra inediti e grandi celebrazioni, offre spunti di lettura molto interessanti
Un nuova domenica fa capolino sul calendario, e con essa torna il consueto appuntamento con la rubrica dedicata ai libri da leggere più interessanti della settimana. Uno spazio privilegiato per chi, nel costante vortice di pubblicazioni editoriali che si avvicendano sugli scaffali delle librerie, cerca proposte in linea con il proprio mood e con i propri gusti letterari.
Certo, non è semplice riuscire ad accontentare tutti con un singolo libro, ed è per questo che sulle nostre pagine trovate, settimanalmente, una selezione di quattro titoli scelti tra le proposte che arrivano dagli editori attivi nel nostro paese. Basti guardare, andando a ritroso di una manciata di settimane, a “Inseguimento”, “Contrattacco”, “Libro bianco” e “Il cuculo di cristallo”, o ancora a “107 giorni”, “Taglio letale”, “L’ultima canzone d’amore” e “Quando finisce la notte”.
La selezione di quattro titoli si ripropone anche in questa occasione, con un poker di novità, tra titoli inediti e riedizioni di titoli acclamati, che annovera al suo interno:
- "L'invenzione del colore" di Christian Raimo (La nave di Teseo)
- "Anima" di Wajdi Mouawad (Fazi)
- "L'altro ispettore: vietato pensare" di Pasquale Sgrò (Corbaccio)
- "La scomparsa di Mercy" di David Baldacci (TimeCrime)
L'INVENZIONE DEL COLORE, UN PASSATO FAMILIARE ALL’INSEGNA DEL PROGRESSO TECNOLOGICO
Il nostro viaggio settimanale tra le pagine dei libri da leggere più interessanti di recente pubblicazione parte da una storia che si intreccia con il mondo del cinema. Da un lato la cellulosa e dall’altra la celluloide: al centro un racconto dal forte respiro familiare, in una sorta d’indagine e di scoperta per il protagonista delle vicende.
Questo, qualora dovessimo sintetizzare per sommi capi, il contenuto de “L’invenzione del colore”, il romanzo di Christian Raimo pubblicato da La nave di Teseo. Non c’è però necessità di sintesi estrema, considerando che lo spazio non ci manca. E allora andiamo ad approfondire ulteriormente i diversi aspetti che caratterizzano il volume.
Il protagonista delle vicende è Christian, un insegnante cinquantenne che ha una consapevolezza: suo padre, Raffaele, ha contribuito in maniera significativa al progresso in ambito cinematografico. Il come è però quasi un segreto di famiglia, per quanto il titolo del racconto possa, in un certo senso, fungere da succulento spoiler. Morto da ormai dieci anni, il genitore ricompare nella vita del figlio attraverso i suoi sogni, sebbene qui si mostri come persona vivente che ha però lasciato la famiglia volontariamente e senza una spiegazione. E sarà la ricerca di risposte a muovere le gesta di Christian.
Un racconto che si immerge perfettamente nella contemporaneità, ma che strizza in maniera importante e con nostalgia l’occhio al passato. E non solo per i riferimenti filmici, che ovviamente non mancano, ma anche per i diversi momenti storici che hanno contraddistinto la storia familiare del protagonista e del paese stesso.
ANIMA, IL DECENNALE DI UN’OPERA MOLTO APPREZZATA DAGLI APPASSIONATI
C’è una sorta di fil rouge a guidare il passaggio tra i primi due titoli inclusi nella selezione dei libri da leggere più interessanti di questa settimana. Abbiamo chiuso la parentesi precedente parlando di nostalgia, ed è proprio quest’ultima a guidare nuovamente verso gli scaffali un titolo che ha riscosso parecchio apprezzamento poco più dieci anni fa. Era il 2015 quando, per la prima volta, questa storia arrivava sul mercato italiano, ed è un piacere ritrovarlo in un’edizione celebrativa ad hoc.
A una decade di distanza Fazi omaggia “Anima” di Wajdi Mouawad con una nuova pubblicazione in formato con copertina rigida. Un gradito ritorno sugli scaffali per un racconto che si muove sinuosamente, alla stregua del rettile che troviamo in copertina. Per quanto quest’ultimo non sia di certo l’unico animale che troviamo tra le pieghe della storia.
Tutto si apre con un uomo che rientra a casa e trova la moglie in una pozza di sangue nel salotto. Nessun testimone se non il gatto che, per quanto a conoscenza dei fatti, difficilmente potrà contribuire nel fornire indizi utili alle indagini per scoprire l’identità dell’assassino. Un evento che, immancabilmente, scatenerà una reazione viscerale, con la conseguente e fisiologica ricerca di vendetta. Non sarà di certo un viaggio semplice quello che attende il protagonista della storia, che dovrà muoversi in territori accidentati che vivono oltre l’orlo della legalità.
Un racconto che, con il piglio del racconto epico, parla attraverso testimonianze a dir poco atipiche, e porta lettori e lettrici a confronto con situazioni al limite. Muovendosi geograficamente, ma anche scendendo nelle profondità dell’animo umano: un luogo dove le ombre possono farsi molto lunghe. Un grande tributo a un’opera che, a dieci anni dal suo approdo in Italia, è pronta ad avviluppare nelle sue spire una nuova generazione di amanti delle storie viscerali.
L'ALTRO ISPETTORE: VIETATO PENSARE, LUCCA SI TINGE DI MISTERO
Torniamo in Italia con il terzo dei libri da leggere più interessanti di questa settimana. E lo facciamo sia per l’autore impegnato dietro le quinte della storia, sia per il protagonista e l’ambientazione scelta per le vicende. Che ci ricordano quanto la scelta esclusiva di detective che arrivano da oltreoceano siano sempre più un retaggio del passato: la narrativa odierna ha i suoi investigatori anche tra i nostri conterranei, e con ottimi risultati in termini di storie. Per quanto in questo caso il distintivo sia un tantino diverso rispetto al solito.
Una serie di caratteristiche, quelle appena citate, che ci portano a “L'altro ispettore: vietato pensare” di Pasquale Sgrò, pubblicato da Corbaccio. Un personaggio che ha già varcato il confine dal mondo cartaceo (o digitale, in caso di ebook) per sbarcare sul piccolo schermo, grazie all’omonima serie televisiva in sei episodi – dal titolo “L’altro ispettore” – approdata sulle piattaforme Rai, televisive e web.
In che senso il “distintivo” è diverso rispetto a quelli canonici? È presto detto. Il protagonista delle vicende, Domenico Dodaro, è un ispettore del lavoro. La morte della moglie lo riporta, a 38 anni, nella città dove è cresciuto, vale a dire Lucca. Una città che lo riaccoglie a braccia aperte, restituendogli il calore degli affetti familiari e gli amici che si era lasciato alle spalle prima di andare via. Ed è una città in cui dovrà dividersi tra gli obblighi del lavoro e quelli di genitore verso sua figlia adolescente, Mimì, cui potrà adempiere anche con l’aiuto della madre. Un ritorno a casa non comodissimo, considerando che per lui c’è subito una bella gatta da pelare: la tragica morte di una giovane operaia tessile.
È con queste premesse che si innesca una narrazione che vedrà la storia muoversi costantemente in bilico tra lecito e illecito, una zona grigia che rappresenta la sfumatura predominante dell’indagine portata avanti dal protagonista.
LA SCOMPARSA DI MERCY, INDAGINI TRENTENNALI TROVERANNO LA CONCLUSIONE?
Dicevamo, poco fa, di come le storie con protagonisti i grandi detective statunitensi siano stati, narrativamente, una prerogativa che appartiene a un retaggio passato. Oggi il mercato editoriale accoglie tra le proprie fila personaggi che arrivano da tanti paesi differenti, con tutte le conseguenze del caso sul fronte degli spunti narrativi offerti dalle ambientazioni stesse in cui questi si muovono. Per quanto sia innegabile che le storie a stelle e strisce, che si muovono tra le pieghe del giallo e del thriller, conservino ancora un grande fascino per i lettori europei.
E non sorprende ritrovare sugli scaffali David Baldacci, che grazie a TimeCrime, l’etichetta del gruppo editoriale Fanucci, arriva in Italia con “La scomparsa di Mercy”. Dopo “La fine del gioco”, arrivato sugli scaffali all’inizio dello scorso anno e capace di conquistarsi il favore del pubblico, è più che lecito domandarsi cos’avrà architettato questa volta l’autore della Virginia.
Sotto i riflettori troviamo l’agente federale Atlee Pine, il cui fine è da sempre quello di ritrovare la sorella gemella Mercy, rapita all’età di sei anni. Un evento che inevitabilmente ha portato gravi ripercussioni nell’intera struttura familiare. Eppure qualche elemento relativo alla sparizione di Mercy, e agli atteggiamenti successivi dei genitori, sembrano venire alla luce, a distanza di un bel po’ di tempo. Indizi che, pur non potendo consegnare all’agente Pine la certezza che la sorella sia viva, permette di tenere accesa la fiamma della speranza.
Una serie originariamente partita nel 2018 (arrivata nel 2019 poi in Italia) e che, al suo quarto volume, riannoda i fili di una trama orchestrata con grande maestria. Un thriller che, come anticipato già in copertina, saprà mantenere alta la tensione nei lettori.



