HBO Max sbarca in Italia e presenta la serie Il cavaliere dei sette regni

HBO Max sbarca in Italia e presenta la serie Il cavaliere dei sette regni

HBO Max sbarca in Italia e presenta la serie Il cavaliere dei sette regni


Un nuovo capitolo dell’universo narrativo de Il Trono di Spade, pronto a debuttare il 19 gennaio come uno dei titoli di punta del catalogo

Un party in grande stile ha accompagnato il lancio nazionale di HBO Max, suggellando l’arrivo in Italia della nuova piattaforma streaming con un evento che ha unito visione strategica e immaginario pop.

Nella cornice solenne e suggestiva di Roma sono stati presentati anche in anteprima i primi due episodi di Il cavaliere dei sette regni (Knight of the Seven Kingdoms), nuovo capitolo dell’universo narrativo de Il Trono di Spade, pronto a debuttare il 19 gennaio come uno dei titoli di punta del catalogo.

La serie, composta da sei episodi di mezz’ora (con una seconda stagione già in lavorazione) adotterà una programmazione settimanale, con un nuovo episodio ogni domenica.

IL CAVALIERE DEI SETTE REGNI, UN VIAGGIO DIVERSO A WESTEROS

Fin dalle prime immagini, è evidente come questo progetto scelga consapevolmente una strada diversa rispetto all’epica solenne e spesso crudele che ha reso celebre Westeros. Il tono si fa più intimo, a tratti leggero, senza rinunciare alla profondità morale che contraddistingue l’opera di George R. R. Martin.

Al centro del racconto c’è la coppia inedita e sorprendentemente affiatata formata da Peter Claffey, nei panni di Ser Duncan l’Alto, e Dexter Sol Ansell, che interpreta il giovane scudiero Egg. Un duo che funziona per contrasto e complementarità, capace di restituire allo spettatore un viaggio diverso, fatto di incontri, di errori e di umanità. Accanto a loro, Tanzyn Crawford nel ruolo di Tanselle, in una storia che amplia lo sguardo su un mondo già noto, ma raramente osservato da così vicino.

A Roma, per celebrare il lancio, erano presenti Ira Parker, co-creatore, showrunner e produttore esecutivo, insieme a Claffey e Crawford, a testimonianza dell’attenzione che HBO Max riserva al pubblico italiano.

La regia è affidata a Owen Harris e Sarah Adina Smith, mentre la serie nasce come adattamento di Tales of Dunk and Egg, la raccolta di tre racconti firmati da Martin, che ha collaborato anche alla sceneggiatura.

UNO SGUARDO LONTANO DAL TRONO

Dal punto di vista cronologico, Il cavaliere dei sette regni si colloca un secolo dopo House of the Dragon e un secolo prima degli eventi de Il Trono di Spade.

I Targaryen siedono ancora sul Trono di Spade, ma la storia si allontana dai grandi castelli e dalle trame di potere per raccontare la vita di chi non è nato con titoli altisonanti. È proprio questa prospettiva a rendere Il cavaliere dei sette regni un tassello particolarmente prezioso all’interno dell’universo di Westeros. Uno sguardo dal basso, quotidiano, che si allontana consapevolmente dalle sale del potere, dalle dinastie ossessionate dalla conquista e dalle grandi strategie politiche, per posarsi sulla dimensione più fragile e autentica dell’esistenza.

Qui la storia non è scritta dai vincitori, ma vissuta da chi attraversa le strade fangose, dorme sotto gli alberi e misura il proprio valore giorno dopo giorno, senza protezioni né privilegi. In questo racconto, i cavalieri erranti e i loro scudieri riacquistano una dignità narrativa piena: figure marginali solo in apparenza, che diventano portatrici di un eroismo silenzioso, fatto di scelte morali, lealtà e responsabilità individuale.

È un’epica più raccolta, meno fragorosa, che restituisce centralità all’essere umano prima ancora che al mito.

Raccontare il trionfo dell’umiltà, oggi, appare particolarmente significativo. In un’epoca segnata dall’esibizione costante, dalla corsa al riconoscimento e dal predominio dell’immagine sul contenuto, la serie sceglie di celebrare valori controcorrente: la semplicità, l’apprendistato, la crescita lenta, la capacità di restare fedeli a se stessi anche lontano dai riflettori. 


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