Grazia a Nicole Minetti, la Procura Generale conferma: nessun elemento per rivedere il provvedimento
Grazia a Nicole Minetti, la Procura Generale conferma: nessun elemento per rivedere il provvedimento
03 giugno 2026, ore 17:00 , agg. alle 18:21
La procura generale sottolinea che sono smentite le dichiarazioni sui festini e che 'non emergono irregolarità nel procedimento di adozione' del minore
LE VERIFICHE DELLA PROCURA GENERALE
La Procura Generale di Milano conferma la correttezza dell'iter che ha portato alla concessione della grazia a Nicole Minetti da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al termine di ulteriori verifiche avviate in seguito ad alcune notizie diffuse dalla stampa, i magistrati escludono l'esistenza di circostanze tali da modificare le valutazioni già compiute dalle autorità competenti. In una nota firmata dalla procuratrice generale Francesca Nanni, dall'avvocata generale Lucilla Tontodonati e dal sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, viene precisato che gli accertamenti effettuati non hanno evidenziato elementi incompatibili con il quadro probatorio già esaminato durante il procedimento che ha condotto alla concessione della misura di clemenza.
IL CASO DELL'ADOZIONE
Le verifiche si sono concentrate in particolare su alcune ricostruzioni pubblicate dalla stampa riguardanti l'adozione del figlio di Minetti. Secondo quanto riferito dalla Procura Generale, una parte delle informazioni diffuse sarebbe risultata inesatta. I magistrati chiariscono infatti che la persona deceduta in circostanze considerate inizialmente poco chiare non era il legale dei genitori biologici del minore, bensì l'avvocato che assisteva il bambino e che sosteneva il percorso adottivo. Gli stessi uffici giudiziari sottolineano inoltre che nel procedimento non si sarebbe mai sviluppato un vero contenzioso tra le parti. I genitori naturali, infatti, non si sono costituiti nel giudizio e risultavano rappresentati da un difensore d'ufficio, mentre la madre biologica è stata indicata come irreperibile fin dall'inizio della vicenda. Dall'Uruguay, inoltre, il procuratore competente avrebbe escluso la presenza di ipotesi di reato legate alla morte dell'avvocato del minore.
NESSUNA IRREGOLARITA' NELL'INTER ADOTTIVO
Le indagini supplementari avrebbero anche confermato la regolarità dell'intero iter adottivo, successivamente riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia. Nessuna anomalia sarebbe emersa neppure sul fronte giudiziario internazionale: secondo quanto riferito dalla Procura Generale, Nicole Minetti e il marito Giuseppe Cipriani non risultano coinvolti in procedimenti penali, segnalazioni di reato o attività investigative né in Uruguay né in Spagna. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle condizioni di salute del bambino. Gli approfondimenti avrebbero confermato l'esistenza di un quadro clinico complesso, con cure e controlli effettuati presso il Boston Children's Hospital. Proprio per questo, viene evidenziata la necessità della presenza costante della madre durante visite, terapie e monitoraggi specialistici.
LE ACCUSE SULLE PRESUNTE FESTE
Infine, gli accertamenti avrebbero smentito le accuse relative alla presunta partecipazione di Minetti a feste caratterizzate da consumo di droga e attività sessuali. Secondo i magistrati, tali dichiarazioni, inizialmente attribuite in forma anonima a una massaggiatrice e successivamente rese pubblicamente dalla stessa persona, non avrebbero trovato alcun riscontro. Al contrario, numerose testimonianze raccolte durante le indagini difensive e le informazioni fornite ai carabinieri da soggetti a conoscenza dei fatti avrebbero escluso la fondatezza di tali affermazioni.
