Gli italiani e i libri, come sta cambiando il nostro rapporto con la lettura
Gli italiani e i libri, come sta cambiando il nostro rapporto con la lettura
27 maggio 2026, ore 08:00
Tra cartaceo e versioni digitali, una persona su due legge tutti i giorni, ma attenzione alle distrazioni che rischiano di compromettere i tempi di lettura allontanandoci dalle pagine
Quello tra gli scaffali delle librerie è un viaggio che affrontiamo con grande regolarità, all’interno delle nostre pagine online. Un’esplorazione a tutto tondo che procede con modalità e tempistiche differenti, dalle interviste agli autori e alle autrici ai consigli per le letture tra le novità più interessanti in arrivo dal mondo dell’editoria.
È uno scenario, quello preso in esame a cadenza regolare nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, in continua e costante evoluzione. D’altronde l’obbiettivo degli addetti ai lavori è quello di creare il giusto incontro d’interessi tra le proposte selezionate per giungere sugli scaffali e i gusti di lettori e lettrici. Un’evoluzione che inevitabilmente finisce per riguardare anche le modalità con cui si fruisce dei libri.
LETTI IN MEDIA DUE LIBRI ALL’ANNO, TRA SESSIONI BREVI O MEDIO-LUNGHE
I dati delle ultime ricerche evidenziano come le abitudini degli italiani stiano sostanzialmente sorridendo al mondo dell’editoria. Per quanto ogni luce finisca per proiettare in maniera inevitabile la propria ombra. Segnali incoraggianti arrivano dalla ricerca operata da Amazon Kindle, che riporta di una maggiore attitudine alla lettura.
Il campione soggetto all’indagine ha mostrato una statistica che parla di una costanza di fondo: quattro le sessioni di lettura settimanale, per un risultato complessivo annuale pari a ventidue ore di lettura. Che in soldoni vuol dire due libri da trecento pagine all’anno con una velocità di lettura equilibrata. Ovviamente, per tutti i dati citati, si tratta di una media rispetto ai dati raccolti. È chiaro che ci sarà chi legge di più, chi meno; chi più velocemente, chi impiegherà invece più tempo per arrivare alla parola “fine”.
Dalle interviste si evince che la quasi totalità degli italiani (97%) legge almeno una volta a settimana, mentre uno su due (53%) lo fa ogni singolo giorno. Per quanto riuscire a mantenersi costanti, a fronte dei vari impedimenti della vita quotidiana, possa risultare assai complicato. Si assiste a una diversificazione anche nelle tempistiche dedicate alla lettura. C’è chi (18%) preferisce concedersi brevi sessioni, mentre la stanchezza o lo stress possono finire per essere deterrenti potenti alla lettura (per il 49% delle persone), con la scelta che ricade (40%) in momenti specifici individuati nel corso della giornata.
LE DISTRAZIONI ALLONTANANO DAI LIBRI E ALLUNGANO I TEMPI DI LETTURA
Il famoso “logorio della vita moderna”, citato da una reclame in giro dagli anni ’60, rischia quindi di impattare anche sul mondo dei libri. Quello che sembra infatti accomunare lettori e lettrici è il “fattore distrazione”, un elemento evidentemente deleterio in quanto capace di allontanare – provvisoriamente o definitivamente (per quella sessione di lettura) – dalle pagine.
La ricerca di cui sopra pone in evidenzia un dato interessante e al contempo allarmante: più della metà degli intervistati (53%) individua nelle distrazioni (e conseguenti interruzioni) la causa del peggioramento della qualità di lettura. E due terzi (63%) del campione riporta di come sia necessaria una rilettura di alcuni passaggi per comprendere appieno i contenuti precedentemente non metabolizzati fino in fondo. Con tutte le conseguenze del caso in termini di tempo “perso”, in quanto necessario per passare nuovamente su pagine su cui siamo già stati.
Croce e delizia è ovviamente il mondo della tecnologia, da un lato foriera di distrazioni, dall’altra di possibilità che si prestano proprio al mondo dei libri. Se infatti i social e le app di messaggistica istantanea richiamano la nostra attenzione – allontanandola dalle pagine e risucchiandoci nel vortice degli scroll infiniti – c’è da tener conto di come gli e-reader, i dispositivi digitali dedicati alla lettura, abbiano reso il trasporto dei libri più smart. E questo sia in termini di fruizione (è facile sfogliare con una mano sola, mentre con l’altra ci si regge ai sostegni in una corsa in metro) sia in termini di peso e spazio occupato nella borsa (un libro contro un’intera libreria: vogliamo mettere?).
C’è chi non sostituirebbe mai il fascino del contatto fisico con un libro – l’annusata delle pagine prima di perdersi tra le pieghe di una nuova storia – con la comodità del digitale, ed è più che giusto così: uno non sostituisce l’altro, e viceversa. Siamo di fronte a un mondo che cambia a velocità vertiginose, ed è più che lecito che il mercato si adegui. Che sia in cartaceo o in digitale, è sempre una buona idea immergersi negli universi narrativi imbastiti da autore e autrici, gli stessi che settimanalmente passano sulle nostre pagine per raccontarci i dietro le quinte dei loro lavori.
