Giustizia, il Tar del Lazio dice no alla sospensione urgente della delibera sulla data del voto del referendum

Giustizia, il Tar del Lazio dice no alla sospensione urgente della delibera sulla data del voto del referendum

Giustizia, il Tar del Lazio dice no alla sospensione urgente della delibera sulla data del voto del referendum Photo Credit: AnsaFoto.it/Filippo Rubin


Confermate (per adesso) le giornate del 22 e 23 marzo per la consultazione confermativa della riforma costituzionale. Il Guardasigilli Nordio: "Il quesito non ha e non deve avere nulla di politico, non è e non sarà né contro né a favore del governo"

Nessuna sospensione cautelare urgente della delibera del Consiglio dei Ministri che fissa la data del referendum sulla giustizia il 22-23 marzo. Lo ha deciso il Tar del Lazio rinviando la decisione collegiale di merito al 27 gennaio. Da parte sua ministro il Guardasigilli Carlo Nordio si dice fiducioso che 'i ricorsi non verranno accolti'.

Il ministro

E il ministro della Giustizia è intervenuto a margine della presentazione alla Camera del suo libro "Una nuova Giustizia". "Il dissenso è il sale della democrazia, ma sono disgustato quando alcuni magistrati arrivano alla volgarità di accusarci di piduismo e di realizzazione del progetto di Gelli: è indegno per chi riveste una toga". Così entrando nel merito del percorso referendario Nordio ha liquidato come superflue le ipotesi di ulteriori ricorsi o iniziative parallele sulla data del voto. "Da un punto di vista tecnico il ricorso è inutile - ha spiegato - perché la Costituzione prevede condizioni alternative: raccolta firme, iniziativa parlamentare o dei consigli regionali. Quando ce n'è una, le altre diventano superflue. Anche perché il quesito non si può cambiare".

Il referendum

Nordio ha chiarito che si tratta di un referendum "confermativo, un sì o un no", già ammesso dalla Cassazione, respingendo l'accusa delle opposizioni di voler guadagnare tempo per timore dell'informazione: "È esattamente il contrario di quello che pensiamo". Al centro dell'intervento anche la separazione delle carriere, che il ministro ha rivendicato come principio di garanzia e non di compressione dei diritti. "Non esiste nei Paesi dittatoriali - ha sottolineato - ma nasce nei sistemi anglosassoni ed è coerente con il Codice penale voluto da Vassalli, socialista e partigiano, che avrebbe preferito fosse accompagnato proprio dalla separazione delle carriere".

Il sorteggio

Sulle modalità di selezione negli organi di autogoverno, Nordio ha difeso il sorteggio temperato, rispondendo alle critiche dell'Anm: "Non avviene tra passanti ma tra magistrati con almeno vent'anni di esperienza, da un canestro molto qualificato. Del resto la giustizia è già un sorteggio, perché ogni cittadino viene giudicato dal magistrato di turno". Il ministro ha poi rivendicato la necessità dell'alta corte disciplinare, richiamando il caso Palamara come prova dei limiti dell'attuale sistema. "La giustizia domestica non funziona - ha accusato - lo scandalo Palamara è stato l'abisso più vergognoso della magistratura. Si è messo il coperchio sulla pentola: eliminate poche figure e fatto finta di nulla. Ci sono decine di migliaia di chat che non conosciamo: le pubblichino, se vogliono smentire".


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