Giuseppe Valditara al Cairo: “Scuole e imprese insieme per una formazione di qualità”

Giuseppe Valditara al Cairo: “Scuole e imprese insieme per una formazione di qualità”

Giuseppe Valditara al Cairo: “Scuole e imprese insieme per una formazione di qualità” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


“E in Italia è boom per le iscrizioni del 4+2 a scuola”

Il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, interviene su RTL 102.5 all’interno di Non Stop News con Enrico Galletti, Giusy Legrenzi e Massimo Lo Nigro.


“VILLAGGIO ITALIA”, LA PRIMA FIERA EDUCATIVA ITALIANA ALL’ESTERO

«Innanzitutto, “Villaggio Italia” è un grande riconoscimento della scuola italiana perché noi abbiamo portato l’eccellenza della scuola italiana in Egitto con un grandissimo apprezzamento da parte delle autorità egiziane ma anche del mondo imprenditoriale egiziano. Poi c’è il coinvolgimento delle imprese italiane, il coinvolgimento degli Its che hanno risposto in modo entusiastico e sono circa una sessantina quelli presenti. Poi, abbiamo portato anche alcune scuole della filiera del 4+2, dell’istruzione tecnico- professionale. Tenete presente che, fra l’altro, abbiamo istituito una commissione congiunta Italia-Egitto per studiare l’applicazione e l’estensione del 4+2 anche qui in Egitto. Quindi, è un momento importante credo per la scuola italiana che viene riconosciuta nella sua eccellenza».


LA SINERGIA TRA SCUOLA E IMPRESE

«Innanzitutto, questo dà un contributo concreto alla cooperazione e al crescere insieme, al costruire insieme un futuro, tra Italia e Egitto, anche perché la disponibilità dei nostri Its e delle nostre scuole, anche a sviluppare in Egitto dei percorsi, può significare concretamente la formazione di tanti giovani in settori strategici dell’economia egiziana. C’è un interesse oggettivo da parte dell’Egitto a questo dialogo e cooperazione, ma c’è un interesse anche da parte delle nostre imprese che investono in Egitto e che hanno bisogno di tecnici altamente qualificati. Poi c’è anche l’opportunità di apprendere la cultura italiana e di formare dei tecnici che eventualmente potranno sostanziare una immigrazione regolare e che si potrà facilmente integrare nel nostro sistema produttivo».


I DATI SULLE ISCRIZIONI A SCUOLA

«I dati ci dicono essenzialmente che c’è un interesse crescente delle famiglie e dei genitori verso la riforma del 4+2. Abbiamo più che triplicato le iscrizioni, sono quasi 5.500 ma entro questa settimana, noi contiamo di incrementare ulteriormente, perché ci saranno anche le iscrizioni cartacee e supereremo sicuramente i 6.000. Poi ci saranno eventualmente i passaggi di corso, insomma un successo importate per un nuovo percorso, quello del cosiddetto 4+2, che unisce scuola e impresa e che punta sulla internazionalizzazione e punta molto anche sul rafforzamento della qualità della didattica soprattutto in quei settori, anche come italiano, matematica e inglese, dove tradizionalmente in un istituto tecnico-professionale soffre rispetto al sistema liceale. È un sistema molto moderno che incuriosisce e interessa diversi paesi, anche africani. Voglio ricordare che queste commissioni congiunte per studiare la riforma del 4+2 ed eventualmente esportarla, non soltanto in Egitto, ma anche in Algeria, Tunisia, Etiopia sono state già attivate. Quindi, per dare una risposta al disallineamento fra domanda e offerta di competenze tecniche altamente specializzate, che crea, secondo Confindustrie, un danno ogni anno all’economia italiana di 35 miliardi di euro».


VIOLENZE NEI CONFRONTI DEGLI INSEGNANTI

«Innanzitutto, il mondo della scuola, gli insegnanti e i dirigenti scolastici devono sentire la vicinanza dello Stato e del Governo. Svolgono un lavoro fondamentale per i nostri giovani e tutti devono esserne consapevoli bisogna veramente valorizzare e rispettare il lavoro degli insegnanti e di chi lavora per i nostri ragazzi. Abbiamo varato delle prime norme che rafforzano le sanzioni nei confronti di chi aggredisce gli insegnanti. Tra l’altro, sarà operativa a breve anche la norma che stabilisce delle sanzioni pecuniarie a carico di chi aggredisce un insegnante, ma a questo punto vogliamo fare di più e far sì che chi dovesse mettere le mani addosso ad un dirigente o insegnante scolastico, possa essere arrestato immediatamente. Questa è una misura di deterrenza molto forte e siamo convinti che molti ci penseranno prima di aggredire a chi lavora al futuro dei nostri giovani. Dobbiamo essere tutti consapevoli del fatto che gli insegnanti svolgono un lavoro fondamentale per la nostra società e soprattutto per i nostri ragazzi».



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