Giro d’Italia Women, Anna Van der Breggen domina la quarta frazione e va in maglia rosa
Giro d’Italia Women, Anna Van der Breggen domina la quarta frazione e va in maglia rosa
02 giugno 2026, ore 18:52
Nella cronoscalata a Nevegal si impone la campionessa olandese, che accumula vantaggio sulle rivali
LA GARA
Sulle Dolomiti risuona il ruggito di Anna Van der Breggen: l’olandese del Team SD Worx-Protime ha dominato la quarta frazione, la cronoscalata da Belluno a Nevegal, chiudendo a 31 min e 38 secondi, rifilando 1'04" alla campionessa del mondo di specialità, la svizzera Marlen Reusser, che ha chiuso in seconda posizione. Terza l’altra olandese, Demi Vollering, a 1'10". Prestazione sotto le aspettative, invece, per Elisa Longo Borghini, staccata di quasi due minuti. Van der Breggen si prende così la maglia rosa, accumulando un bel vantaggio sulle rivali. Come da attese, la classifica generale è stata rivoluzionata. Domani un’altra frazione spartiacque: il tappone di montagna, i 146km da Longarone a Santo Stefano di Cadore.
BELLUNO-NEVEGAL
Nel salotto bellunese di Piazza dei Martiri ha preso il via la frazione Rosa. Di forma allungata e nata come spazio per mercati e fiere fuori dalle mura medievali, assunse il nome attuale in memoria di quattro partigiani impiccati dai nazisti nel marzo 1945. Belluno è considerata la “Porta delle Dolomiti”, riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 2009. È la città natale di Dino Buzzati scrittore, giornalista, pittore e drammaturgo italiano, tra le voci più originali del Novecento, autore del celebre romanzo “Il deserto dei Tartari”. Buzzati, nato nel 1906 e morto nel 1972 a Milano, per molti anni è stato l’inviato del Corriere della Sera al Giro d’Italia. La corsa si è conclusa a Nevegal, a pochi chilometri da Belluno, è la stazione sciistica di riferimento della città e una bella terrazza sulle Dolomiti. Il nome ha un’origine curiosa. Secondo una tradizione popolare, deriverebbe da due elementi: neve, perché il versante era spesso innevato, e gal (gallo), perché proprio da quella direzione il sole spunta all’alba visto da Belluno. Non è una spiegazione storicamente certa, ma è una delle leggende più note del luogo.
*Ha collaborato Valentina Iannicelli *



