Giorno della memoria, un invito alla riflessione

Giorno della memoria, un invito alla riflessione

Giorno della memoria, un invito alla riflessione


Il punto di Fulvio Giuliani

Approfondire il senso del Giorno della Memoria è materia di estrema complessità, soprattutto in un Paese come il nostro, che non riesce a far lucidamente i conti con la propria Storia. Anzi, ne fa spesso uso (abuso) a fini elettorali o peggio. L’unico antidoto alla semplificazione e strumentalizzazione della Storia e della memoria è studiare. Un invito apparentemente scomodo, magari noioso, ma vitale. Soprattutto per i nostri ragazzi. In occasione del 27 gennaio, non riesco a pensare a nulla di più utile che suggerire delle letture, ai nostri figli. Le possibilità di scelta sono pressoché infinite, dalle ricostruzioni più accurate e oggettive, alle memorie dei testimoni. Dei sopravvissuti, in questo caso.
Leggiamo, leggiamo e facciamo leggere. Non accontentiamoci di quello che - meritoriamente - si fa a scuola. Non è mai troppo e, soprattutto, nulla può valere come sentire in famiglia il senso della verità storica, anche nei suoi passaggi più vergognosi e insopportabili. Perché c’eravamo anche noi italiani, dalla parte sbagliata della Storia. Come lucidamente ricordato questa mattina, in Nonstopnews, su Rtl 102.5, da Davide Giacalone, gli italiani - dalla promulgazione delle leggi razziali del 1938 - si erano posti fra i carnefici. Dirlo e ricordarlo è importante, come sottolineare i tanti nostri compatrioti che rifiutarono l’orrore. Non tutti, però, certo non la maggioranza silenziosa, inerte e spesso vergognosamente cinica, nell’approfittare dell’epurazione degli ebrei.
Non fummo tutti Giusti. Sottolinearlo fa risplendere ancora di più il coraggio e l’abnegazione di chi non girò la faccia - perdendola per sempre - dall’altra parte.


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