Giorgia Meloni: io sempre contro le mafie, così reagisce alla pubblicazione di una foto con un camorrista
Giorgia Meloni: io sempre contro le mafie, così reagisce alla pubblicazione di una foto con un camorrista Photo Credit: ANSA /REPORT
07 aprile 2026, ore 14:00 , agg. alle 14:24
Ad un convegno di Fd nel 2019, fu scattato un selfie con Gioacchino Amico, presunto referente del clan Senese in Lombardia con il quale è rimasto invischiato Delmastro
La settimana del governo, della presidente del consiglio , Giorgia Meloni, comincia con nuovi attacchi a Fdi, per una foto che ritrae Meloni con Gioacchino Amico, un selfie di Giorgia Meloni con accanto un presunto referente del clan Senese in Lombardia. A pubblicarlo, sul suoi profili social, è la trasmissione Report della Rai. Nel messaggio a corredo della foto, anticipata oggi dal Fatto Quotidiano, viene spiegato che lo scatto risale al 2 febbraio del 2019 all'Hotel Marriott di Milano dove "si celebrava la prima grande iniziativa politica del partito al nord, in vista delle Europee di quell'anno".
Tra militanti e dirigenti in sala ad accogliere la futura presidente del Consiglio - viene aggiunto - "c'era, in prima fila, anche Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia". " Amico non era stato ancora indagato per mafia ma aveva già ricevuto una condanna definitiva per ricettazione ed era stato arrestato per truffa e associazione a delinquere. Oggi è uno dei principali imputati nel processo Hydra di Milano e le intercettazioni lo indicano come uno degli personaggi cruciali del consorzio mafioso lombardo. Siciliano di nascita, Amico ha fatto sedere allo stesso tavolo i referenti milanesi di Matteo Messina Denaro, i capi delle locali lombarde della 'ndrangheta e il clan di Michele 'o pazzo, il capomafia più potente della capitale. A quella manifestazione di partito del 2019, il referente del clan Senese - secondo la trasmissione televisiva - non era un 'imbucato': alcuni dei dirigenti apicali di Fratelli d'Italia sapevano bene chi fosse. Ma la circostanza più inquietante, per la trasmissione Rai, si sarebbe verificata prima della riunione. Amico, infatti, sarebbe entrato alla Camera senza farsi identificare. Gioacchino Amico, diventato nel frattempo collaboratore di giustizia, sostiene infatti di aver avuto a sua disposizione un tesserino che gli consentiva di uscire ed entrare in Parlamento a proprio piacimento.
La risposta della premier, sempre contro le mafie
Oggi la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi. Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata.
Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze.Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica.Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede.
