Gaza: tregua a rischio, si spacca il partito di Netanyahu

Gaza: tregua a rischio, si spacca il partito di Netanyahu

Gaza: tregua a rischio, si spacca il partito di Netanyahu Photo Credit: agenziafotogramma.it


Il Governo di Israele stenta a trovare il consenso interno necessario alla chiusura dell'accordo sulla tregua nella Striscia e la restituzione degli ostaggi. La destra messianica si oppone.

L’accordo tra Hamas e Israele è siglato, ora bisogna mettere d’accordo il governo di Netanyahu che avrebbe dovuto esprimersi sull’accordo con un voto questa sera, ma la riunione viene rimandata.

LA FRATTURA

L'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu ha diffuso una nota in cui afferma che "Hamas ha rinnegato parti dell'accordo raggiunto con i mediatori e Israele nel tentativo di estorcere concessioni dell'ultimo minuto. Il gabinetto israeliano non si riunirà finché i mediatori non comunicheranno a Israele che Hamas ha accettato tutti gli elementi dell'accordo”.

I PROBLEMI INTERNI

La frattura che sta vivendo il primo ministro israeliano è tutta interna al Likud - il partito del primo Ministro- soprattutto nell’area più estremista, occupata dalla destra oltranzista e religiosa, fondamentale per la tenuta del Governo Netanyahu. Gli esponenti di maggior rilievo di quel settore sono i due influenti ministri delle finanze Bazalel Smotrich e della sicurezza Itamar Ben-Gvir che tengono in ostaggio tutto il governo. Non hanno mai nascosto la loro avversione a ogni tipo di accordo con Hamas e una tregua che sia parziale o totale della guerra. Il loro obiettivo è la bonifica totale e definitiva della Striscia dalla presenza di Hamas con la possibilità di ricreare gli insediamenti e le colonie israeliane che avevano lasciato il territorio a seguito degli accordi del 2005.

I MESSIANICI

Secondo un’emittente israeliana, Benjamin Netanyahu non convocherà la riunione fino a quando Smotrich non gli riferirà se il suo partito si ritirerà dal governo in segno di protesta per l'accordo che il ministro delle Finanze ha definito "cattivo e pericoloso". Tutto questo apparato di destabilizzazione interno al governo di Israele, rende difficile la definitiva attuazione dell’accordo di pace tra Tel Aviv e il gruppo palestinese. Il partito del Sionismo religioso si riunirà questa mattina per valutare se dimettersi dal governo israeliano dopo l'accordo. Lo riporta il Times of Israel, che riferisce anche l’indiscrezione secondo cui Smotrich teme che l'accordo possa danneggiare la sua reputazione tra i suoi elettori se rimanesse nella coalizione di governo.

HAMAS

Intanto, sull’altro fronte, l'esponente di Hamas Izzat el-Reshq assicura che il movimento è impegnato a rispettare l'accordo di cessate il fuoco presentato dai mediatori. Il post su Telegram viene rilanciato da al Jazeera, dopo che il governo israeliano ha giustificato il rinvio della riunione per votare l'accordo affermando che Hamas avrebbe rinnegato alcuni elementi dell'intesa per ottenere "concessioni dell'ultimo minuto".



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