Gaza, terzo giorno di tregua: una distesa di macerie

Gaza, terzo giorno di tregua: una distesa di macerie

Gaza, terzo giorno di tregua: una distesa di macerie Photo Credit: agenziafotogramma.it


Una terra irriconoscibile. Una discarica a cielo aperto. 15 mesi di bombardamenti hanno polverizzato 363 chilometri quadrati di territorio. Incognita su chi si occuperà della ricostruzione e chi la finanzierà.

La Striscia di Gaza è un cumulo immenso di macerie, una discarica a cielo aperto di un cantiere edile; un livello di distruzione inimmaginabile prima di vedere con i propri occhi da remoto o di persona. E ora che le immagini affollano gli schermi di telegiornali e social, la reale situazione del territorio diventa più tangibile e più drammatica. Non solo per chi osserva da lontano, ma soprattutto per chi vive sulla propria pelle il disastro. Polvere e macerie ovunque, è difficile immaginare che prima quelle montagne di detriti siano stati palazzi, abitazioni, scuole o moschee. Il cemento accumulato in colline sui bordi di strade sterrate e polverose non sono che un lontano rimando a ciò che fu e di cui non vi è più traccia.

LA DISTRUZIONE

Le cronache raccontano di milioni di sfollati che rientrano in quei luoghi irriconoscibili e che hanno difficoltà ad orientarsi e a capire dove sia la via delle proprie abitazioni. Mancano totalmente i punti di riferimento, difficile immedesimarsi se non con un grande sforzo di immaginazione. Tra edifici sbriciolati, pilastri monchi, carcasse di auto è facile perdersi. In 15 mesi di guerra 363 quadrati di territorio sono stati letteralmente polverizzati. Ci vorranno almeno 21 anni per rimuovere 50 milioni di tonnellate di macerie, ha calcolato l’Onu. Secondo il report dell’Organizzazione il 69% degli edifici è stato distrutto, per il 92% sono le abitazioni dei gazawi che sono andate distrutte. Poi l’88% delle scuole e il 68% delle strade non esistono più. Per scovare i miliziani di Hamas l’esercito israeliano non ha risparmiato nulla, i termini di costruzioni e di vite umane, l’ultimo conteggio delle vittime del ministero della sanità della Striscia aggiornava il numero ad oltre 47 mila e ha paventato la possibilità che sotto i detriti potrebbero esserci altri 10 mila cadaveri non compresi nel conteggio.

GLI AIUTI

‘Gaza risorgerà’ recita un comunicato ufficiale di Hamas, pubblicato dopo il cessate il fuoco, ma con quali mezzi? Chi pagherà? Tutto è ancora da definire. Gli aiuti stanno cominciando ad entrare nella Striscia e a farsi sentire. 634 camion il primo giorno e 324 ieri, attraverso quei valichi che sono stati interdetti al passaggio per 15 mesi dalle forze di Israele. Testimoni parlano di lunghe code di truck ai check point, ancora sotto il controllo di Tel Aviv. I soldati israeliani bloccano i carichi che reputano potenzialmente pericolosi o utilizzabili dalle milizie palestinesi. Comunque, manca energia elettrica e le centrali non verranno ripristinate prima di 5 mesi, rendendo tutto enormemente più complicato.

ISRAELE CHIAMA AMERICA

L’elezione del nuovo presidente americano, Donald Trump, è salutata con favore dai dirigenti palestinesi. L'alto funzionario di Hamas, Mousa Abu Marzouk, al New York Times ha espresso la sua approvazione e fiducia nella prossima amministrazione statunitense: "E' serio", ha detto riferendosi al tycoon. "Se non fosse stato per il presidente Trump, per la sua insistenza nel porre fine alla guerra e per l'invio di un rappresentante decisivo, l'accordo non si sarebbe mai concretizzato", ha aggiunto il funzionario. Dall’insediamento di Trump, Israele potrebbe trarre diversi vantaggi. L’accettazione del cessate il fuoco a Gaza da parte di Netanyahu può essere vista come l’apertura della porta alcune questioni. La principale è interna: riguarda le alleanze politiche del suo governo con l’ala oltranzista che maggiormente è interessata alla questione dei territori occupati in Cisgiordania. E a tal proposito è di queste ore la notizia secondo cui Trump ha revocato le sanzioni sui coloni, di fatto aprendo alla possibilità di nuove conquiste in Cisgiordania.



Argomenti

gaza
macerie

Gli ultimi articoli di Valentina Iannicelli

  • Roma Fiumicino si conferma miglior aeroporto d'Europa per ACI Europe

    Roma Fiumicino si conferma miglior aeroporto d'Europa per ACI Europe

  • Caso Regeni, la requisitoria del pm: 'Gli abbiamo dato il colpo di grazia...'

    Caso Regeni, la requisitoria del pm: 'Gli abbiamo dato il colpo di grazia...'

  • Vigile morto durante un inseguimento a Milano. Confessa il conducente del suv in fuga

    Vigile morto durante un inseguimento a Milano. Confessa il conducente del suv in fuga

  • Il Premier britannico Starmer si dimette. Strada spianata per l'ex sindaco di Manchester Burnham

    Il Premier britannico Starmer si dimette. Strada spianata per l'ex sindaco di Manchester Burnham

  • Israele attacca il sud del Libano. Saltano i colloqui in Svizzera, ma un'idiscrezione parla di un accordo

    Israele attacca il sud del Libano. Saltano i colloqui in Svizzera, ma un'indiscrezione parla di un accordo

  • G7, giornata conclusiva: più armi a Kiev e sanzioni alla Russia. Trump minaccia l'Iran: se non si comporteranno bene attaccheremo

    G7, giornata conclusiva: più armi a Kiev e sanzioni alla Russia. Trump minaccia l'Iran: se non si comporteranno bene attaccheremo

  • Morto Ginzburg, lo storico che investigò nel quotidiano per capire le ere. Costituì il corso di Microstoria

    Morto Ginzburg, lo storico che investigò nel quotidiano per capire le ere. Costituì il corso di Microstoria

  • G7, Trump: 'Mosca faccia un accordo'. Sull'Iran, 'accordo perfetto, Netanyahu si comporti bene'

    G7, Trump: 'Mosca faccia un accordo'. Sull'Iran, 'accordo perfetto, Netanyahu si comporti bene'

  • Trump: pace fatta in Medio Oriente, ma Israele continua a sparare. Evian si prepara ad accogliere il G7

    Trump: pace fatta in Medio Oriente, ma Israele continua a sparare. Evian si prepara ad accogliere il G7

  • Ribaltone al Giro Women, l’olandese Demi Vollering conquista la corsa; Elisa Longo Borghini vince l’ultima tappa

    Ribaltone al Giro Women, l’olandese Demi Vollering conquista la corsa; Elisa Longo Borghini vince l’ultima tappa