Fuoco in casa Starmer, misteriosa connection ucraina. Indaga l'antiterrorismo di Scotland Yard

Fuoco in casa Starmer, misteriosa connection ucraina. Indaga l'antiterrorismo di Scotland Yard

Fuoco in casa Starmer, misteriosa connection ucraina. Indaga l'antiterrorismo di Scotland Yard Photo Credit: Fotogramma.it


Hanno tutti radici nel Paese alleato i 3 fermati, accusati al momento solo di incendio doloso. Nubi sul movente, le indagini proseguono

Prende corpo una misteriosa connection ucraina dietro l'attacco incendiario condotto un paio di settimane fa con una molotov contro una casa di proprietà della famiglia di Keir Starmer, a Kentish Town, nell'area nord di Londra, e altri due episodi analoghi contro bersagli collegati in qualche modo al primo ministro britannico. Tutti e tre gli individui arrestati finora per la vicenda hanno infatti le loro radici nel Paese ex sovietico che il Regno Unito sostiene in prima fila nella guerra contro la Russia. I tre compariranno in tribunale il 6 giugno per una prima udienza sul merito delle accuse.

GLI ARRESTATI E IL LORO DUBBIO RITRATTO

Si tratta del 21enne Roman Lavrynovych, fermato per primo e incriminato come presunto "esecutore"; nonché di due sospetti complici e "co-cospiratori", Stanislav Carpiuc, 26enne cittadino romeno, ma con origini ucraine pure lui, e il connazionale Petro Pochynok, di 34 anni, identificato ieri. Imputati dal profilo alquanto improbabile se si considera che il 21enne risulta essere un rifugiato accolto di recente nel Regno, che parla a stento l'inglese e si divide fra l'attività di muratore e quella di modello occasionale; e che Carpiuc si presenta a sua volta come aspirante "modello e attore".

INDAGA L'ANTITERRORISMO DI SCOTLAND YARD

"Il movente allo stato resta non spiegato", ha detto la pm Sarah Przybylska. Ma l'investigazione, dietro una fitta cortina di riserbo, assume comunque contorni da caso di sicurezza nazionale dopo che lo stesso premier ha evocato in Parlamento l'ombra di un attacco intimidatorio "alla democrazia" britannica. A indagare è d'altronde l'antiterrorismo di Scotland Yard, che ipotizza il coinvolgimento anche di altre figure per ora "ignote". 

LE INDAGINI

L'imputazione al momento è solo di incendio doloso. Ma la matrice non appare certo riconducibile ad atti vandalici casuali, da parte di soggetti in grado evidentemente di superare all'arrivo nell'isola tutti i filtri contro potenziali elementi ostili. Semmai a qualcosa di organizzato a tavolino - non si sa se come provocazione manovrata in chiave filo o anti-russa, o come frutto di chissà quali altre intenzioni - sulla base d'informazioni precise sui tre obiettivi presi di mira a inizio maggio a pochi giorni l'uno dall'altro: non solo la casa in cui Starmer ha vissuto con moglie e figli prima di trasferirsi a Downing Street (affittata ora a una cognata), ma pure un'auto di famiglia e una seconda proprietà abitata in passato da sir Keir nel quartiere di Islington.


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