F1, trama e recensione del film candidato agli Oscar 2026
F1, trama e recensione del film candidato agli Oscar 2026 Photo Credit: Ufficio Stampa Warner Bros. Discovery
02 marzo 2026, ore 15:08 , agg. alle 19:15
Per il regista, ormai specializzato nell'arte del grande spettacolo ad alto budget, si tratta della seconda candidatura al premio più ambito
Archiviata la parentesi sanremese, si torna a guardare ai prossimi Oscar, che saranno assegnati a Los Angeles nella notte italiana tra il 15 e il 16 marzo. Per arrivare preparati all’appuntamento, prosegue la rassegna di approfondimenti dedicata ai dieci titoli candidati al premio come Miglior film.
Oggi è il turno del blockbuster estivo che, contro ogni previsione, è riuscito a superare al botteghino mondiale pellicole più blasonate come Superman e Fantastici Quattro.
Stiamo parlando di F1 di Joseph Kosinski, una produzione Apple capace di incassare oltre 630 milioni di dollari nel mondo. Per il regista, ormai specializzato nell'arte del grande spettacolo ad alto budget, si tratta della seconda candidatura al premio più ambito: era già accaduto nel 2022 con il trionfale Top Gun: Maverick.
F1, TRAMA E CAST
Il film racconta il ritorno in pista di Sonny Hayes, un ex pilota di Formula 1, interpretato da Brad Pitt, dopo un grave incidente che aveva interrotto la sua carriera negli anni '90. Ora è un pilota nomade, ma viene convinto dal suo amico Ruben Cervantes, proprietario di un team in difficoltà, a tornare per fare da mentore al giovane talento Joshua Pearce e salvare la squadra.
Il film esplora la dinamica tra i due piloti, la lotta per il successo e le sfide del ritorno al mondo della Formula 1.
Nel cast del blockbuster troviamo anche Javier Bardem, Kerry Condon, Damson Idris e Shea Whigham.
F1, LA RECENSIONE DEL FILM
Le storie, diciamolo, sono quasi tutte già state raccontate. Ciò che cambia è lo sguardo. È l’angolazione della macchina da presa, il ritmo del montaggio, la vibrazione di una colonna sonora che ti si infila sotto pelle. La vera magia non abita più soltanto nella trama, che spesso è solo una scusa. La vera potenza del cinema risiede nel linguaggio, in quelle immagini che graffiano, nei suoni che avvolgono, nella regia che orchestra tutto come un direttore d’orchestra invisibile. Nell’epoca della “dittatura dello streaming”, l’unico modo per strappare lo spettatore al divano è ricordargli che la sala è un’esperienza fisica, quasi muscolare. Ecco perchè F1 è la risposta più rumorosa e scintillante che il grande schermo possa offrire oggi. La trama sta comodamente tutta nella sinossi, con qualche fragilità e ingenuità in alcuni snodi della narrazione. Ma il resto è pura combustione cinematografica. Il film è la definitiva consacrazione di Joseph Kosinski, che dopo aver riportato in cielo il mito con Top Gun: Maverick (2022) decide di rimanere a terra, ma solo per sfrecciare a 300 all’ora. Niente jet stavolta, bensì monoposto che graffiano l’asfalto. Il principio, però, è lo stesso: azione limpida, coreografie millimetriche e montaggio chirurgico. Kosinski possiede un talento sempre più raro: l’azione si capisce. Anche quando tutto è frenetico, estremo, apparentemente caotico, lo spettatore non è mai spaesato. E la narrazione non si interrompe per lasciare spazio allo spettacolo: è lo spettacolo stesso ad essere il veicolo della narrazione. Poi c’è Brad Pitt, che si diverte come non mai nei panni di Sonny: ruvido, sgualcito, ironico quanto basta. Un Icaro moderno che anziché avere delle ali di cera, possiede gomme e pistoni. Eppure la tensione è la stessa: salire sempre più in alto e spingersi oltre i limiti umani, per abbracciare una libertà diversa, quasi ultraterrena.
POSSIBILITÀ DI VITTORIA
Il film è riuscito a entrare nella rosa dei candidati come Miglior Film grazie agli incassi straordinari registrati durante la sua corsa nelle sale cinematografiche. Un fenomeno simile si era già verificato lo scorso anno con Wicked, e prima ancora con Top Gun: Maverick e Avatar: The Way of Water. Negli ultimi anni Academy ha infatti mostrato una maggiore attenzione anche verso i grandi successi commerciali, nel tentativo di avvicinarsi ai gusti del pubblico. Per produzioni di questo tipo, la semplice candidatura rappresenta già un traguardo significativo: F1 non sembra avere particolari ambizioni, né concrete possibilità di conquistare la statuetta come Miglior Film.



