Esercizi di salvezza, le risposte alle sfide della vita arrivano da dove meno te lo aspetti: Sebastiano Nata ci porta dietro le quinte del suo libro
Esercizi di salvezza, le risposte alle sfide della vita arrivano da dove meno te lo aspetti: Sebastiano Nata ci porta dietro le quinte del suo libro Photo Credit: "Esercizi di salvezza" di Sebastiano Nata, Frassinelli
30 maggio 2026, ore 08:00
Un romanzo tra sfide quotidiane affrontate con poco mordente e prese di coscienza tardive: come se ne esce? La ricetta prevede il famoso q.b. di “quando (e dove) meno te lo aspetti”
Con il fine settimana torna ad aprirsi anche il nostro spazio dedicato al mondo dei libri. Un ecosistema che esploriamo abbondantemente in tante maniere differenti – e che mostrano numeri incoraggianti, per quanto non manchino le sfide da affrontare per il mercato – con l’intento di portare in evidenza i titoli più interessanti approdati in tempi recenti sul mercato.
Lo faremo domani, come ogni domenica, con la nostra rubrica dei migliori libri da leggere del momento, e torniamo a farlo anche quest’oggi con le interviste dedicate. Lo spazio del sabato ha dato voce, negli ultimi appuntamenti, a Gioacchino Criaco per il suo “Dove canta il cuculo” (Piemme) e a Cinzia Cognetti per il suo “Note a margine del mio dolore” (HarperCollins). È passato a trovarci oggi Sebastiano Nata, recentemente approdato sugli scaffali con “Esercizi di salvezza”, pubblicato da Frassinelli.
ESERCIZI DI SALVEZZA, TRAGUARDI DA RAGGIUNGERE FACENDO I CONTI CON L’INETTITUDINE
Ciao Sebastiano, e benvenuto. Procediamo con ordine e partiamo quindi dalle presentazioni: cosa troviamo nel tuo nuovo libro, "Esercizi di salvezza"?
“Il romanzo si apre di notte, alla Vigilia di Natale, con uno scrittore di una certa età che non riesce a dormire perché è stato da poco lasciato dalla sua donna, e nella stessa settimana ha ricevuto dalla sua agente la ferale notizia che il suo libro non va bene, non va affatto bene, e per avere una speranza di pubblicazione dovrà essere rivisto. Così lo scrittore, che si chiama Gabriele, torna a lavorare sul testo, che fa parte di Esercizi di salvezza, e costituisce un romanzo nel romanzo. Alla fine lo scrittore finisce controvoglia a fare un reportage su un centro di recupero per bambine e bambini di strada in Etiopia, e lì capisce che una vita non può essere riscattata da un'opera letteraria, a meno che non si abbia il talento di Kafka o Musil.”
Cosa sono gli "esercizi di salvezza" che danno il titolo alla tua opera?
“Il romanzo racconta che per salvarsi ci sono due strade: capire che siamo qui nel mondo per prenderci cura uno dell'altro, e avere una vita spirituale attiva. Il protagonista del romanzo di Gabriele, in un periodo di particolare sbandamento, farà anche gli Esercizi Spirituali creati da Ignazio di Loyola: una settimana di preghiera e silenzio nella casa dei gesuiti a Bologna. Ora non vorrei che sorga il dubbio che il mio romanzo sia un'opera edificante. Non lo è. I suoi protagonisti addirittura fuggono le vie di salvezza, ma la grazia del Signore piomba loro addosso, e quando meno se lo aspettano.”
Il protagonista del libro, Gabriele, sembra vivere un po' "l'inettitudine sveviana": è così o sbaglio?
“Non sbagli. Gabriele cerca in ogni modo di risalire la china, ma è goffo, impacciato dal suo ego ferito. Fallisce nel raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, finché ad un certo punto si rende conto suo malgrado che il senso della vita è un altro, e passa per la riscoperta dell'anima.”
UN ROMANZO IMMERSO NELLA DURA REALTÀ ODIERNA
Torniamo alle riflessioni e ai temi (anche sociali) intorno a cui gravitano le vicende del protagonista del racconto, Gabriele: ti eri posto già all'inizio del lavoro sul libro l'obiettivo di renderli centrali nell'economia delle narrazioni, oppure hanno assunto rilievo progressivamente?
“Direi fin dall'inizio. I miei romanzi sono calati dentro la realtà, e quale è la realtà oggi? Concentrazione del potere finanziario e tecnologico in poche mani, disuguaglianze crescenti, perdita del senso di comunità, solitudine e narcisismo. Gabriele non ci pensa molto, ma si trova ad affrontare tutto questo e, sebbene non se ne renda conto all'inizio, deve farci i conti.”
Avevi un lettore/lettrice tipo a cui sentivi di star parlando, mentre scrivevi?
“Ad essere sinceri, no, non avevo in mente alcun particolare lettore. Volevo soltanto raccontare quello che inquietava me e che, nella mia esperienza, mi aveva commosso come possibilità di salvezza. E volevo raccontarlo nel miglior modo possibile.”
Se il tuo libro fosse una canzone, quale sarebbe?
“Eskimo, di Guccini. C'è lì un verso che dice: "bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà". Non so se Gabriele sia riuscito a scegliere in tempo, probabilmente non è così: è arrivato a guardare sé stesso e il mondo con sguardo nuovo piuttosto tardi. E di sicuro a quella nuova consapevolezza ci è arrivato "per contrarietà". Ma va ugualmente bene: le strade che ci conducono dove dobbiamo arrivare sono tante”
Hai già nuovi progetti letterari (e non, perché no) in vista del prossimo futuro?
“Ho qualche idea, e molto studio davanti a me perché si concretizzi. Mi piacerebbe impegnarmi di più su qualcosa che abbia a che fare con la felicità.”
