Drone su un condominio in Romania, cresce la tensione tra Mosca e Nato ai confini dell’Ucraina
Drone su un condominio in Romania, cresce la tensione tra Mosca e Nato ai confini dell’Ucraina Photo Credit: EPA/ROBERT GHEMENT
30 maggio 2026, ore 10:00 , agg. alle 18:11
Bucarest accusa il Cremlino dopo l’incursione di un velivolo senza pilota. Rafforzate le difese dell’Alleanza mentre proseguono gli attacchi reciproci
L’incidente del drone precipitato sul territorio romeno ha riacceso le tensioni tra Russia e Nato, trasformando una notte già segnata dai bombardamenti lungo il fronte ucraino in un nuovo caso diplomatico internazionale. L’episodio si è verificato a Galati, città della Romania affacciata sul Danubio e situata a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, dove un velivolo senza pilota è finito contro il tetto di un edificio residenziale provocando un incendio e il ferimento lieve di due persone.
BUCAREST INDAGA
Secondo le autorità di Bucarest, il drone sarebbe penetrato nello spazio aereo nazionale per alcuni minuti durante un massiccio attacco russo contro obiettivi ucraini. Il ministero della Difesa romeno ha spiegato che il tempo di permanenza del velivolo nei cieli del Paese sarebbe stato troppo breve per consentire un intervento sicuro delle difese aeree senza mettere a rischio la popolazione civile. L’accaduto ha provocato una dura reazione politica. Il governo romeno ha denunciato quella che considera una grave violazione della propria sovranità e ha attribuito la responsabilità alla Federazione Russa. La vicenda ha immediatamente attirato l’attenzione degli alleati occidentali. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha espresso piena solidarietà a Bucarest, ribadendo l’impegno dell’Alleanza Atlantica nella difesa di ogni territorio appartenente ai Paesi membri. Analoga la posizione dell’Unione Europea. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’episodio un ulteriore segnale della pericolosità della guerra in corso, annunciando che Bruxelles proseguirà nel rafforzamento delle misure di sicurezza lungo il fianco orientale europeo e nel percorso che porterà all’adozione di nuove sanzioni contro Mosca.
LA CONDANNA DI WASHINGTON E LA SMENTITA DEL CREMLINO
Anche Washington ha condannato l’incursione attraverso le parole dell’ambasciatore statunitense presso la Nato, Matthew Whitaker, che ha parlato di un’azione irresponsabile. Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno evitato di attribuire apertamente la responsabilità dell’episodio alla Russia. Dal Cremlino è arrivata una netta smentita. Mosca sostiene che non esistano prove definitive sull’origine del drone precipitato in Romania. Secondo il presidente Vladimir Putin, il velivolo potrebbe persino essere appartenuto all’Ucraina ed essere stato deviato dalla rotta originaria a causa dei sistemi di guerra elettronica impiegati nel conflitto. Il leader russo si è detto disponibile a un’indagine internazionale sui rottami recuperati dalle autorità romene. Più aggressivi i toni dell’ex presidente Dmitry Medvedev, che attraverso i social network ha accusato l’Unione Europea di aver scelto una linea di confronto diretto con la Russia. Nel frattempo la crisi diplomatica continua ad aggravarsi. Bucarest ha convocato l’ambasciatore russo, ha dichiarato persona non grata il console generale di Mosca a Costanza e ha disposto la chiusura del consolato. Immediata la replica russa, che ha promesso contromisure e accusato l’Occidente di sfruttare l’episodio per fini propagandistici.
LA ROMANIA VALUTA L'ARTICOLO 4 DELLA NATO
Sul piano militare, la Romania valuta anche la possibilità di attivare le consultazioni previste dall’articolo 4 del Trattato Nato, meccanismo che consente a un Paese membro di chiedere il confronto con gli alleati quando ritiene minacciata la propria sicurezza. Parallelamente l’Alleanza Atlantica ha annunciato il trasferimento temporaneo di ulteriori sistemi di difesa aerea nel Paese fino al completamento dei programmi di modernizzazione delle capacità nazionali. L’Ucraina ha espresso pieno sostegno a Bucarest. Il presidente Volodymyr Zelensky ha assicurato la disponibilità di Kiev a collaborare strettamente con la Romania, anche accelerando i programmi comuni legati alla produzione di droni.
L'UCRAINA CONTINUA A BOMBARDARE LA RUSSIA
Mentre la tensione cresce sul piano diplomatico, la guerra continua a colpire entrambi i fronti. Nella notte numerosi attacchi con droni ucraini hanno preso di mira infrastrutture energetiche e militari in territorio russo. Tra gli obiettivi colpiti figura il porto di Taganrog, nella regione di Rostov, dove le autorità locali hanno riferito di incendi che hanno interessato un deposito di carburante, una petroliera e alcuni edifici amministrativi. Due persone sarebbero rimaste ferite. Esplosioni sono state segnalate anche a Feodosia, in Crimea, dove residenti e canali locali hanno riferito di un incendio sviluppatosi in un deposito petrolifero. Secondo il comandante delle forze ucraine specializzate nell’impiego di droni, gli attacchi avrebbero interessato complessivamente decine di obiettivi militari e logistici russi, inclusi sistemi missilistici e velivoli da ricognizione.
LA RISPOSTA RUSSA
Anche l’esercito russo ha proseguito le operazioni offensive. A Zaporizhzhia un attacco contro infrastrutture industriali ha provocato il ferimento grave di un uomo. Colpita inoltre la regione di Sumy, dove numerosi droni hanno danneggiato edifici residenziali, strutture amministrative e veicoli civili, lasciando parte della popolazione senza elettricità.
