Dl Ucraina, a Montecitorio il governo pone la fiducia. Contro le armi a Kiev lo strano asse Vannacci-M5S-AVS

Dl Ucraina, a Montecitorio il governo pone la fiducia. Contro le armi a Kiev lo strano asse Vannacci-M5S-AVS

Dl Ucraina, a Montecitorio il governo pone la fiducia. Contro le armi a Kiev lo strano asse Vannacci-M5S-AVS Photo Credit: AnsaFoto.it/


Il ministro della Difesa Crosetto: “Ho profondo rispetto per il Parlamento e non considero blindare il testo come un modo per scappare dalla discussione degli emendamenti. Non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora più”

Come da previsioni, domani il voto di fiducia sul dl Ucraina, nell'aula della Camera: dichiarazioni di voto dalle 11.50, chiama dei deputati dalle 13.30. Non si voteranno così tutti gli emendamenti, tra cui quelli di vannacciani, M5s e Avs, che chiedevano lo stop alla spedizione di armi all'Ucraina nella resistenza contro l'invasione della Russia. 'Ho profondo rispetto per il Parlamento e non considero il porre la fiducia come un modo per scappare dalla discussione degli emendamenti. È molto più forte, perché obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo. Non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora più', ha dichiarato il ministro della Difesa Crosetto.

La mossa

L’esecutivo dunque ha sterilizzato la 'mossa' dei tre vannacciani, Emanuele Pozzolo, Rossano Rosso ed Edoardo Ziello che con un emendamento soppressivo del provvedimento che invia armi a Kiev, puntavano a far emergere i mal di pancia nella Lega. Il decreto legge è in prima lettura e gli emendamenti depositati erano solo una manciata (quattordici delle opposizioni oltre a quello di Pozzolo-Rosso-Ziello). Tra l'altro, i tempi non sono stretti: la conversione del decreto deve avvenire entro i primi giorni di marzo e il Senato ha circa un mese intero per esaminare un testo di soli tre articoli. Ma la contromossa della maggioranza mira a stringere i ranghi, di fronte all'esordio parlamentare di Futuro nazionale con l'atto di nascita di una destra alla destra della coalizione di centrodestra. Salvo che Vannacci non decida, all'ultimo, di dare l'indicazione ai 'suoi' di votare contro il provvedimento ma a favore della fiducia al governo. Riflessioni, secondo quanto si apprende, sono in corso. Intanto Ziello sottolinea: “restano comunque sul tavolo i nostri tre ordini del giorno che contengono lo stesso impegno e il voto finale del decreto stesso".

Lega

Nella Lega, in occasione del voto sulla risoluzione a sostegno del decreto, si erano contati sette parlamentari che non avevano partecipato al voto (tra cui il Domenico Furgiuele che aveva ospitato la conferenza stampa sulla remigrazione, poi annullata) e proprio sui 'malpancisti' spera Futuro nazionale. Sembra difficile tuttavia che dopo la rottura conclamata tra Salvini e Vannacci, qualche deputato nella Lega possa sottrarsi agli ordini di scuderia. Ma questo si vedrà alla prova del voto degli odg.

Le opposizioni

Sulla fiducia vanno a testa bassa contro il governo Meloni le opposizioni. La maggioranza è "divisa", "sempre più commissariata dalla Lega, che a sua volta appare sotto lo scacco di Vannacci", afferma il dem Peppe Provenzano, il quale aggiunge: "la verità è che in politica estera, su questioni delicate, la maggioranza non c'è più e il governo appare paralizzato dalle proprie contraddizioni". Per il leader Avs Angelo Bonelli si tratta della "ennesima fiducia usata dal governo come una forzatura per impedire il confronto parlamentare e per coprire" una "profonda spaccatura". Fonti del M5S invitano a non confondere i piani e tengono a marcare le differenze con i vannacciani e si smarcano da eventuali "strumentalizzazioni" di chi mira ad un "restyling della propria immagine su Kiev e pacifismo dopo 4 anni di legislatura passati a votare la linea Meloni". Riccardo Magi definisce "soldatino di Putin" l'ex generale e la fiducia il "segnale che la maggioranza non è compatta sul sostegno a Kiev e che le sirene vannacciane sono più forti di quelle meloniane". Poi guarda nel campo largo: "Spiace che oltre all'emendamento filo-russo dei vannacciani ci siano anche quelli di forze di opposizione". Come Carlo Calenda, che ironizza: "Avs, M5s e Vannacci votano contro gli aiuti all'Ucraina. Continuerete a fingervi morti Pd, Italia Viva e altri associati del Campo largo? Il 21 io parto per l'Ucraina per onorare chi combatte da quattro anni per la libertà. Se non avete judo o pilates cari amici Matteo Renzi Elly Schlein e co, potreste aggiungervi".



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