Dal mar Nero ai Balcani: Il Giro d’Italia affonda nella pancia della Bulgaria
Dal mar Nero ai Balcani: Il Giro d’Italia affonda nella pancia della Bulgaria
09 maggio 2026, ore 16:00 , agg. alle 16:13
La seconda tappa della Corsa Rosa lascia il mare e si dirige verso le montagne, raccontando la storia antica dei piccoli villaggi che incontra sul suo tracciato. Poi, termina nella città degli Zar
La Bulgaria è senz’altro un Paese che sta facendo un grande sforzo per crescere, testimonianza ne sono i pannelli solari disseminati su pianure e colline che cercano di rendere il Paese balcanico sempre più indipendente da fonti fossili e sempre più autosufficiente e sostenibile attraverso energia rinnovabile. Detto questo, il cammino per stare al passo con i tempi è ancora in corso. La Bulgaria è sempre stata terra di passaggio e di conquista dall’alba dei tempi e i centri storici sono testimoni dei secoli addietro, peraltro ben conservati, diversi e ognuno con una propria luce particolare.
VELIKO TARNOVO
È arroccata su tre colline -Tsarevets, Trapezitsa e Sveta Gora- e conosciuta come la città degli Zar. Si trova nella pancia del Paese, a nord est, verso il confine con la Romania. È sorta sulle rive del fiume Yantra 2500 anni prima della nascita di Cristo. Veliko Tarnovo è stata la capitale della Bulgaria fino al 1400. Tra il 1100 e il 1395 gli zar dell’impero bulgaro vi si insediarono e la città divenne un importante centro politico culturale e religioso. Poi arrivarono i turchi; la rasero al suolo e vi rimasero fino al 1800. Agli ottomani si sostituirono i russi a fine del XIX secolo e vi rimasero, in forme alterne, fino al 1991. Passaggi spesso traumatici, che hanno colpito il territorio e la società, che nel suo complesso è rimasta gentile e ospitale. Nel 1965, la città, chiamata fino a quel momento Tărnovo fu ribattezzata Veliko Tărnovo (Grande Tărnovo) dai sovietici e i monumenti nel centro della cittadella cercano di rimarcare la grandezza che fu e l’orgoglio nazionale. Il monumento alla Madre Bulgaria ne è la testimonianza. La fortezza costruita sulla collina di Tsarevets, scelta dagli zar per le loro dimore, oggi è molto suggestiva soprattutto la notte quando viene illuminata da luci che creano effetti visivi e una musica drammatica viene diffusa. Il tentativo, molto coinvolgente, di restituire la dimensione di un passato ingombrante.
