Crisi in Medio Oriente, la Farnesina al lavoro senza sosta per assistere 100mila italiani bloccati
Crisi in Medio Oriente, la Farnesina al lavoro senza sosta per assistere 100mila italiani bloccati Photo Credit: ANSA/TELENEWS
05 marzo 2026, ore 08:05
Unità di Crisi operativa giorno e notte per gestire voli cancellati e rientri dal Golfo e Sud-Est asiatico: evacuazioni in corso e charter aggiuntivi
Telefoni che squillano senza sosta, mappe aggiornate in tempo reale sugli schermi e operatori che si alternano giorno e notte. Alla Farnesina l’Unità di Crisi è entrata in modalità emergenza permanente per dare assistenza ai circa centomila italiani che, tra residenti e turisti, si trovano coinvolti direttamente o indirettamente nella spirale di tensioni che sta investendo il Medio Oriente e l’area del Golfo.
SI LAVORA SENZA SOSTA PER AIUTARE CHI VUOLE RIENTRARE
Il centro operativo lavora senza interruzioni, con turni organizzati sulle 24 ore per rispondere a richieste di informazioni, segnalazioni e domande di rientro. Gli spazi sono stati strutturati per garantire continuità: due sale piene di monitor e linee telefoniche dedicate, ma anche una piccola cucina e una stanza con posti letto per consentire al personale di riposare senza allontanarsi dalla sede. La macchina organizzativa è tarata per reagire rapidamente a un contesto che cambia di ora in ora.
GLI AEREI VERSO IL SUD-EST ASIATICO
Nelle ultime ore l’attenzione si è concentrata soprattutto sugli spostamenti aerei. Molti voli diretti verso il Sud-Est asiatico prevedono scali negli hub del Golfo, come Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein e Kuwait, aree ora interessate da restrizioni e chiusure temporanee dello spazio aereo. Il risultato è un effetto domino di cancellazioni e ritardi che non riguarda solo chi si trova già nella regione, ma anche chi deve partire nei prossimi giorni per mete come Maldive, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam o Cambogia.
RISCHIO ANNULLAMENTI
Il rischio di annullamenti, anche per viaggi programmati da tempo, viene considerato elevato. E le criticità potrebbero emergere non solo all’andata, ma anche al rientro, qualora la situazione dovesse peggiorare improvvisamente. Per questo le autorità raccomandano di monitorare costantemente le comunicazioni delle compagnie aeree, dei tour operator e dei canali ufficiali, a partire dal portale Viaggiare Sicuri.
LE PAROLE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI TAJANI E L'ORGANIZZAZIONE DEI VOLI DI RIENTRO
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che il ministero sta mettendo in campo ogni risorsa disponibile. L’obiettivo prioritario è facilitare il rientro di chi si trova nelle zone considerate più esposte. Secondo quanto riferito, oltre diecimila connazionali avrebbero già lasciato i Paesi a rischio o sarebbero in procinto di farlo. Per circa millecinquecento persone è stata avviata una fase di evacuazione attraverso rotte alternative, in particolare via Oman e Arabia Saudita. Si lavora inoltre all’organizzazione di voli charter supplementari per riportare in Italia gruppi numerosi bloccati all’estero, come alcune migliaia di persone attualmente ferme alle Maldive. Tuttavia, la competizione per i posti disponibili è alta: anche altri Paesi europei stanno affrontando emergenze simili, con decine o centinaia di migliaia di cittadini coinvolti. Con tre dei principali aeroporti dell’area che hanno subito blocchi temporanei, la ripresa del traffico procede a rilento.
