Corrado Passera ospite de “La scossa” di RTL 102.5, “In Europa è stata avviata la strada giusta”

Corrado Passera ospite de “La scossa” di RTL 102.5, “In Europa è stata avviata la strada giusta”

Corrado Passera ospite de “La scossa” di RTL 102.5, “In Europa è stata avviata la strada giusta”


Con Francesco Delzio per dare voce a chi crede nel merito e nella forza delle imprese italiane impegnate nella ripartenza

Francesco Delzio, manager e docente universitario, da voce all’Italia che riparte e lo fa nella rubrica di RTL 102.5, “La scossa”. Oggi, con Corrado Passera, ex Ministro dello Sviluppo economico Ceo e co-founder di Illimity Bank, è stato affrontato il cruciale tema del rapporto banche e imprese nel nostro Paese.

In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo il mondo delle banche viene caricato di aspettative straordinarie, si ritiene che debbano finanziare imprese e famiglie, magari senza garanzie, senza approfondire i progetti di sviluppo. Qual è lo stato dell’arte del rapporto banche-imprese? Partendo dall’idea che, secondo Corrado Passera, si possano fare degli utili anche in sostenibilità: “E’ lo slogan che ha riunito i 500 illimiter nel costruire la nostra nuova banca, un’impresa che quindi deve fare utili. La condizione è di essere utili nel farlo. Una banca può farlo in ogni caso se ha il senso di responsabilità di raccogliere risparmi e destinarli nel modo migliori a imprese e famiglie che, a loro volta, devono impiegarli nel modo migliore” ha spiegato Passera, ricordando come in un momento difficile come quello attuale, “la responsabilità di qualsiasi banca aumenta e bisogna avere il coraggio di andare oltre le valutazioni, senza mai perdere di vista il dovere del banchiere che è quello di restituire e garantire i depositi che ha avuto in cura. Gli aiuti statali e le misure di supporto alle aziende stanno facendo la loro parte, dimostrandosi meccanismi validi per rendere possibile il credito anche in casi dove formalmente le aziende non spenderebbero, invece in questo modo si mantengono in vita posti di lavoro e si fanno investimenti per la ripresa che dovrà avvenire”.

“L’Europa si è dotata di uno strumento storico”

Nell’agevolare il rapporto tra imprenditori italiani e banche, quale dovrebbe essere il ruolo del nostro Paese nell’Unione Europea? “Oggi l’Europa è la dimensione minima per affrontare certi problemi. Se vogliamo rimettere in moto una fase di crescita sostenibile, economicamente, socialmente e ambientalmente, è solo a livello europeo che abbiamo la forza per fare investimenti necessari in termini di innovazione, infrastrutture, istruzione, necessari per poter riavviare una fase di crescita” ha sottolineato Passera, ribadendo che “l’Europa negli ultimi mesi si sia dotata di uno strumento storico con il Recovery fund. La strada giusta è stata avviata in Europa”.

“Aiutiamo le piccole-medie imprese in difficoltà”  

Illimity Bank è nata per disegnarsi attorno ai bisogni di categorie di imprese non proprio ben servite dagli altri operatori, quelle piccole-medie imprese che hanno dei progetti coraggiosi, ma senza i numeri giusti in bilancio da giustificare tale ambizione, oppure imprese che hanno numeri e l’energia per tirarsi fuori, quindi mettiamo in moto anche esperti per erogare crediti, ma consapevoli delle dinamiche dei singoli settori economici” ha detto il Ceo, ricordando anche un’altra categoria tra quelle a cui l’istituto bancario si rivolge, “le piccole-medie con crediti andati male, ma dove c’è ancora del valore da recuperare. Siamo concentrati nei settori più delicati in questo momento perché dalla cura di questi settori ne può derivare l’andamento dell’economia e dell’occupazione in particolare”.


“A scuola bisogna far capire come funziona il mondo”

Qual è il rapporto nel nostro Paese tra i giovani e la cultura finanziaria? “Molti problemi e non solo economici derivano da una scarsa propensione della scuola a far conoscere il mondo per come funziona e, se oggi ci troviamo con molti giovani e non giovani che non hanno chiaro cosa sta accadendo in termici di micro e macro economia, è perché non abbiamo questa propensione di introdurre le basi già nel corso degli studi”.



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