Champions League. Una buona Juve non basta, vince il Real. Atalanta spreca ancora, e pareggia con lo Slavia

Champions League. Una buona Juve non basta, vince il Real. Atalanta spreca ancora, e pareggia con lo Slavia

Champions League. Una buona Juve non basta, vince il Real. Atalanta spreca ancora, e pareggia con lo Slavia Photo Credit: Foto: Ansa/Juanjo Martin


Domani riflettori sulle Coppe europee. Roma-Viktoria Plezen in Europa League, la trasmetteremo in radiocronaca integrale su Radio Freccia. In programma anche Steaua Bucarest-Bologna. In Conference Rapid Vienna- Fiorentina

REAL MADRID JUVENTUS, 1-0

La reazione c'è stata, la prestazione pure, il risultato ancora no: la Juventus esce sconfitta dal Bernabeu, l'1-0 per il Real Madrid è firmato Bellingham. Il gol dell'inglese arriva a inizio ripresa, nel momento migliore dei bianconeri, ed è questo il rammarico più grande per Tudor. Xabi Alonso non fa calcoli e non pensa al Clasico di domenica contro il Barcellona, ma manda in campo il miglior Real possibile: in attacco ci sono tutti i big, da Mbappé e Vinicius a Bellingham e Guler, poi sceglie l'ex Milan Diaz per completare la batteria di trequartisti e piazza Tchouameni a sostegno di una retroguardia falcidiata dalle assenze. La coppia di centrali è formata da Asencio e Militao, come terzini giocano Valverde e Carreras. Tudor cambia ancora e sorprende l'esclusione di capitan Locatelli, con la fascia che finisce sul braccio di Yildiz. In attacco c'è Vlahovic, a centrocampo McKennie e Koopmeiners con Thuram, Kalulu torna a fare l'esterno a tutto campo con il terzetto arretrato Gatti-Rugani-Kelly.

IL MATCH

L'approccio dei bianconeri convince, anzi sorprende il Real Madrid, tanto che ci provano subito McKennie e Gatti con Courtois che risponde presente. Nella seconda metà di primo tempo, invece, viene fuori la squadra di Xabi Alonso, ma ad eccezione di qualche calcio d'angolo e di un tentativo dell'ex Milan Brahim Diaz, i ragazzi di Tudor riescono a difendersi con ordine e senza particolari sofferenze. Nel finale, però, serve una grande parata di Di Gregorio: il fantasista spagnolo naturalizzato marocchino libera Mbappé, che tutto solo va a sbattere contro l'estremo difensore della Juve. I due allenatori non fanno cambi durante l'intervallo, Kalulu ha subito una ghiotta occasione su errore di Carreras ma trova l'opposizione di Militao in scivolata. Ed è ancora più grande quella che si crea Vlahovic pochi minuti dopo: il Real è tutto sbilanciato, il serbo parte dalla sua metà campo in duello con lo stesso difensore brasiliano, poi dall'interno dell'area calcia di sinistro e Courtois è bravo a deviare in corner. E' il momento migliore della Juve, c'è spazio anche per un tentativo di Cambiaso smorzato da Thuram e un tiro-cross di Yildiz sul quale Vlahovic non arriva, ma a passare è il Real. E' il 57' quando Vinicius manda in crisi McKennie e colpisce il palo, sulla ribattuta c'è Bellingham ad anticipare Kelly e a segnare a porta vuota. Tudor prova a recuperarla con Conceicao al posto di Thuram (toccato duro da Diaz), ma serve una doppia parata di Di Gregorio su Mbappé e Diaz per tenere vive le speranze di rimonta. Per l'ultimo quarto d'ora il croato passa da Yildiz-Vlahovic a Openda-David, oltre a Locatelli al posto di Koopmeiners, i due attaccanti creano l'occasione per il pari sprecata dal belga. In pieno recupero, invece, Courtois respinge con i pugni la botta di Kostic dalla distanza. La Juve esce sconfitta ma a testa alta, il problema è legato alla classifica: con due punti in tre gare, i bianconeri sono fuori dalle prime 24.

ATALANTA SLAVIA PRAGA, 0-0

Secondo pareggio senza reti per l'Atalanta dopo la ripresa di campionato contro la Lazio domenica scorsa. In totale, 6 in 9 partite su due fronti da imbattuta. Nella terza partita della fase campionato di Champions League uno Slavia Praga comunque combattivo impone il pareggio che rallenta la corsa della squadra di Juric dopo la vittoria col Bruges il 30 settembre scorso. Come in campionato, in una partita a 3-4-2-1 speculari, i nerazzurri sprecano molto già nel primo tempo prestando il fianco a un paio di occasioni pericolose per poi arrivare stremati alla fine.


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