Cesare Parodi (ANM) a RTL 102.5: “I cori con ‘Bella Ciao’ a Napoli? Nulla di politico. Sulle mie dimissioni ricostruzioni fantasiose”

Cesare Parodi (ANM) a RTL 102.5: “I cori con ‘Bella Ciao’ a Napoli? Nulla di politico. Sulle mie dimissioni ricostruzioni fantasiose”

Cesare Parodi (ANM) a RTL 102.5: “I cori con ‘Bella Ciao’ a Napoli? Nulla di politico. Sulle mie dimissioni ricostruzioni fantasiose”   Photo Credit: ANSA/TINO ROMANO


24 marzo 2026, ore 09:00 , agg. alle 08:43

Cesare Parodi, Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, interviene a RTL 102.5 in merito al risultato del Referendum sulla giustizia e alle sue dimissioni. All’interno di Non Stop News con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro, Giusi Legrenzi e Lucrezia Bernardo

GLI ERRORI DEL SÌ

«Allora noi abbiamo scelto anche un po' per necessità di parlare alla gente. Sono stati organizzati dal comitato centinaia di incontri, dibatti politici ovviamente ma anche incontri divulgativi perché io ho sempre detto che per me la cosa fondamentale era informare i cittadini. Io credo che ci sia successa una cosa che io stesso non avevo previsto ma che auspicavo. Io non penso che sia stato un voto proprio contro il governo o contro la magistratura, almeno in parte. In gran parte è stato un voto davvero sui valori delle costituzioni che erano in gioco, che è poi quello che era l'obiettivo dei costituenti. Non è un affare di questo tipo, non può essere politico o contrario o favorevole a qualcuno, ma per vedere se il modello di valori che era stato creato 80 anni fa era ancora valido. Io credo che molti cittadini informati, magari anche quelli che di solito non votano alle elezioni, abbiano deciso di difendere la Costituzione per come la riconosciamo, che è poi il motivo per cui anch’io, per esempio, ho deciso di scendere in campo, non certamente per motivi politici, ma per difendere una Costituzione nella quale mi sono sempre riconosciuto fortemente e in cui credo a tutt'oggi che sia una delle migliori al mondo. Non lo dico solo io, lo pensano in tanti e anche all'estero, tutto lì».

NAPOLI E I CORI CON “BELLA CIAO”

«Secondo me non è un qualcosa di politico. Io sicuramente non ho mai avuto atteggiamenti di questo tipo e condivido le indicazioni del Presidente Mattarella che ha dato a tutti, non solo ai magistrati, di mantenere sempre un contegno istituzionale e una compostezza che secondo me sono assolutamente importanti. È stato, credo, non certamente un atteggiamento politico, un momento di sfogo dopo una lunga tensione. Diciamo le cose come stanno, è stato un periodo difficile per tutti perché si è creata una tensione fortissima da ambo le parti. Qualcuno risolve la tensione con un momento, chiamiamolo catartico, che dovrebbe essere una cosa abituale, certamente sarebbe non da accettare. Se è stato un gesto estemporaneo dopo una lunga tensione, credo che sia quantomeno umanamente comprensibile anche se, ripeto, io certamente non l'avrei fatto. Ma ognuno ha il suo carattere, io non critico nessuno, ognuno ha le sue reazioni, io non posso certamente richiamare nessuno, prendo atto di questo. Non è stata una manifestazione che io avrei condiviso ma che credo che sia un po' il frutto dei tempi e questo è il mio problema, il frutto dei tempi. Credo, temo purtroppo che in caso di vittorio del sì non sarebbero mancate manifestazioni di senso contrario, appunto analoghe a queste, anche se probabilmente figlie di questo momento storico che ci ha portati a contrapporci, laddove invece è un semplice dibattito, un dialogo. Siamo andati globalmente un po' fuori e sopra le righe. Io auspico fortemente che adesso si possa riprendere un discorso fra tutti quanti perché è fondamentale per la giustizia e per il Paese riprendere a parlare con dei toni normali, così che i cittadini abbiano un'immagine di fiducia della magistratura e della politica e ovviamente della classe forense. Tutti fondamentali per il Paese».

COME MIGLIORARE LA GIUSTIZIA OGGI

«Ci hanno accusati spesso in campagna elettorale di opporci a tutte le riforme. Guardate, non ci opporremo sicuramente a quelle riforme che pensiamo che siano concretamente utili alla giustizia. Allora sono per me tutte le riforme strutturali, quelle legate al personale amministrativo, all'informatica che funzioni, alla geografia giudiziaria, ai problemi carcerari, ma soprattutto, siccome c'è un problema di spesa che non è che ignori, tutti conosciamo che i fondi a disposizione della giustizia non sono illimitati, credo che anche una revisione della normativa civile come penale che riesca a coniugare, e mi rendo conto che non è facile, efficienza e garantita ai cittadini ad un costo praticamente zero potrebbe essere una buona strada. Io spero che il governo voglia intraprendere anche questo genere di riforme, sulle quali certamente noi non solo non ci opporremo, ma se saremmo chiamati a collaborare sicuramente insieme agli avvocati, ci mancherebbe altro, non esiste una giustizia senza avvocati, questo ci tengo a dirlo. Io ho una grande stima degli avvocati e credo che tutte le riforme debbano passare attraverso un'interlocuzione anche con la classe forense e se possibile certo perché no anche con la magistratura. Ma è la politica che deve dare le carte, dico questo perché qualcuno sciaguratamente aveva detto che in caso di vittoria l’ANM voleva dare le carte alla politica, io questo non l'ho mai neanche lontanamente pensato. La politica fa le grandi scelte, poi se ha la gentilezza di interpellare anche le altre parti, sia avvocati e magistrati, credo che sia una scelta prezzabile e anche probabilmente utile per la qualità delle risposte che possano servire al Paese».

LE DIMISSIONI DI PARODI

«Non c’è nessun nesso con il risultato, non sapevo di aver vinto quando l'ho comunicato, avevo un minuto di tempo per dirlo a urne chiuse e prima degli exit poll e in quel minuto l'ho detto. È una motivazione personale, devo dire nemmeno troppo originale, legata a motivi di salute di una persona cara, quindi nulla di strano, ho letto delle cose assurde sui social che sarei stato minacciato o che mi hanno offerto posti politici, cose di questo tipo, ma assolutamente no. Io finirò la mia carriera di magistratura, se tutto va bene, non ambisco a null'altro che a finire il mio lavoro decorosamente nel mio ufficio attualmente, quindi nulla di straordinario. Una scelta di vita, purtroppo, dolorosa e necessaria, che è quello che moltissimi al mio posto avrebbero fatto».


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