Censis: presentato "Musei di vetro", la cultura piace sempre più ma gli italiani chiedono biglietti gratis

Censis:  presentato "Musei di vetro", la cultura piace sempre più ma gli italiani chiedono biglietti gratis

Censis: presentato "Musei di vetro", la cultura piace sempre più ma gli italiani chiedono biglietti gratis


28 maggio 2026, ore 15:30

Per nove italiani su dieci una visita in un luogo d'arte è più appetibile di un bene di lusso, ma, per la metà, il biglietto per andare al museo risulta costoso

Come è cambiato in questi anni il rapporto degli italiani con i luoghi di cultura? Se lo è chiesto il Censis che nell'indagine Musei di vetro, presentata a Roma, nell'Accademia nazionale di San Luca,  ha fatto il punto sull'evoluzione e la trasformazione della fruizione degli spazi museali, che non sono più soltanto destinati all'esposizione e conservazione delle opere d'arte, ma che sono diventati anche luoghi ricreativi e immersivi.

A cosa serve un museo? La risposta degli italiani

 Nel raccontare i risultati del Rapporto Censis, una delle curatrici, Nicoletta Diotallevi dell'area Cultura del Censis, ha sottolineato come oggi i musei non siano solo luoghi di cultura, ma luoghi in cui acquisire benessere, formazione e migliorare la propria vita. Per il 43% degli italiani, la missione principale del museo resta la conservazione del patrimonio artistico e la sua tutela, ma c'è una percentuale considerevole, pari al 15%, che ritiene che i luoghi artistici debbano offrire un'esperienza piacevole da fruire nel tempo libero. Il 35% ne riconosce il ruolo educativo e di trasmissione della conoscenza.

Che cosa chiedono gli italiani ai musei?

A spiegare cosa frena gli italiani dalla frequentazione assidua dei musei è stato il segretario generale del Censis, Giorgio De Rita. La prima barriera d'accesso  è rappresentata dal prezzo del biglietto. Tra il 2004 e il 2024, mentre la spesa complessiva delle famiglie per la cultura è diminuita del 33,9%, la spesa per le esperienze culturali (andare al cinema, a teatro, ai concerti, visitare mostre e musei) è aumentata del 36%, sfiorando 1,3 miliardi di euro. Ma sulla partecipazione dei cittadini pesano soprattutto il costo del biglietto, come segnalato dal 47% degli italiani e la mancanza di tempo. Ingresso libero e visite guidate le richieste più frequenti tra gli utenti. Esperienze immersive, dietro le quinte dei lavori di cura del patrimonio, accessibilità delle opere d'arte a partire da didascalie più semplici ma non per questo meno valide dal punto di vista scientifico  entrano nel ventaglio dell'offerta culturale di due grandi istituzioni museali della Capitale: a raccontare nei dettagli le novità sul campo, la direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti e del Museo Nazionale Romano, Federica Rinaldi.

Nuove proposte di fruizione artistica: Musei d'Impresa e Fondazione Costruiamo il Futuro

La presentazione del Rapporto è stata anche l'occasione per fare il punto su alcune novità della rete museale italiana: i Musei d'Impresa, che sono sempre più presenti in Italia e che sono legati alla cultura industriale e del fare. Come ha spiegato il Presidente di Museimpresa, Antonio Calabrò, la crescita costante di visitatori (il 32%  degli italiani ne ha già visitato uno e il 50% che non lo ha mai fatto è interessato a farlo) è legata alla natura di questi spazi, legati ad imprese tutte in attività, cioè che mostrano i processi produttivi del Made in Italy.  I musei d'impresa sono percepiti come luoghi dove si mantiene identità del territorio, fanno capire mestiere e saper fare, e proiettano verso nuove competenze. Un aspetto di evoluzione originale della fruizione dell'opera d'arte è stato illustrato poi dal Presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro, Maurizio Lupi: "Abbiamo avuto l'intuizione di portare temporaneamente in alcune cittadine della Brianza, opere d'arte locate stabilmente nei grandi musei italiani, dal Narciso di Caravaggio a Tiziano. Abbiamo fatto decine di migliaia di visitatori. La bellezza, come scriveva Dostoevskij, salverà il mondo, ha sottolineato ancora Lupi, l'arte è il nostro patrimonio, il nostro petrolio: facciamo di tutto perché continui ad esserlo."


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