Caso Giulia Cecchettin, Luca Zaia a RTL 102.5: «Rivalutare figure sacre: formatori e insegnati»

Caso Giulia Cecchettin, Luca Zaia a RTL 102.5: «Rivalutare figure sacre: formatori e insegnati»

Caso Giulia Cecchettin, Luca Zaia a RTL 102.5: «Rivalutare figure sacre: formatori e insegnati»


Il presidente della regione Veneto: «La legge blocca che il terzo mandato è ingiusta, ma non penso minimamente alle europee»

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è stato ospite di Non Stop News, su RTL 102.5, in compagnia di Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro, per presentare il suo libro “Fa' presto vai piano. La vita è un viaggio passo a passo” e per fare un punto sul tema della violenza di genere.

VIOLENZA SULLE DONNE, PATRIARCATO E RESPONSABILITÀ DELLE FAMIGLIE

«Dobbiamo investire nella cultura del rispetto per la donna a 360 gradi, e non possiamo pensare che l'unico veicolo sia la scuola, sebbene sia eccezionale perché permette di coinvolgere un network importante di ragazzi in formazione. È ovvio che il resto della popolazione non può avere alibi; non possiamo dire "tanto ci pensa la scuola", come accade per molti altri aspetti. Tutti noi dobbiamo essere coinvolti, e questo ci permetterà di individuare le menti malate, perché di questo si tratta; è questo il vero tema», afferma Luca Zaia. «Una persona che commette atti violenti contro una donna, come nel caso di Giulia Cecchettin, è una persona che non ha tutte le rotelle a posto. La conditio sine qua non è il rispetto, ma dobbiamo anche riconoscere i campanelli d'allarme. Penso che nella vita non ci siano automatismi; se fosse così, avremmo risolto molti problemi. Dobbiamo essere educati al rispetto e ai segnali che ci suggeriscono di trovarci di fronte a comportamenti ossessivi e possessivi. Dobbiamo fare in modo che Giulia non sia solo la centocinquesima vittima, ma si parta da qui per fare un lavoro come comunità», aggiunge il Presidente della Regione Veneto a Non Stop News. «Penso che questa sia una società improntata sul consumismo, piena di gente che rivendica solo diritti. È abbastanza atipico pensare che, se un figlio viene bocciato a scuola, si ricorra al tar. Dovremmo rivalutare figure sacre come il formatore o l'insegnante. Tutti gli episodi di aggressione agli insegnanti sono il termometro del fatto che, dal punto di vista sociale, questo rispetto non c'è più», continua.

“NON STRIZZO L’OCCHIO A SINISTRA, I TEMI ETICI DEVONO ESSERE SEPARATI DAL PENSIERO POLITICO”

«La libertà personale finisce dove inizia la libertà di un altro e viceversa. Penso che le istituzioni debbano garantire le libertà e non limitarle. Sul fine vita, ad esempio, ho massimo rispetto delle opinioni di tutti, ma io, da governatore, mi vedo presentare delle istanze da malati terminali che hanno tutti i requisiti per poter avere il farmaco per gestire la loro fine vita in virtù di una sentenza della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana del 2019. Quindi, io, dal punto di vista etico, mi trovo di fronte a una domanda da parte di una persona che sta soffrendo e che chiede di riconoscere questa condizione. L'istituzione deve verificare che ciò avvenga con coscienza e in totale libertà, ma ci sono io davanti a quella pratica. Quindi, in un paese civile, si deve adottare una legge; non possiamo gestire queste situazioni semplicemente considerando i cittadini sofferenti che si appellano a una sentenza della Corte Costituzionale. Non strizzo l’occhio a sinistra, i temi etici devono essere separati dal pensiero politico», afferma Zaia a RTL 102.5. «Non sto pensando minimamente alle elezioni europee, ma ritengo ingiusta questa legge che blocca il mandato solo di governatori e sindaci per evitare la creazione di centri di potere», continua.

FA' PRESTO VAI PIANO. LA VITA È UN VIAGGIO PASSO A PASSO”, IL NUOVO LIBRO DI LUCA ZAIA

«Questo libro l'ho scritto pensando ai ragazzi; c'è un confronto tra quel mondo analogico e quello di oggi. Tre ragazzi partiti da Conegliano verso l'Andalusia, con 70 ore di viaggio su una due cavalli. Se l'avessimo fatto l'altro ieri, probabilmente avrei passato le 70 ore a guardare il telefono, invece in quel viaggio il film era fuori dai finestrini dell'auto. Abbiamo conosciuto il mondo delle frontiere, che non era libero come oggi», racconta Luca Zaia a RTL 102.5.


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