Caso Almasri, Maurizio Lupi a RTL 102.5: “Dalle opposizioni mi sarei aspettato solidarietà verso il presidente del consiglio”

Caso Almasri, Maurizio Lupi a RTL 102.5: “Dalle opposizioni mi sarei aspettato solidarietà verso il presidente del consiglio”

Caso Almasri, Maurizio Lupi a RTL 102.5: “Dalle opposizioni mi sarei aspettato solidarietà verso il presidente del consiglio”


Il capo politico di Noi Moderati, Maurizio Lupi, è stato ospite su RTL 102.5 in compagnia di Ivana Faccioli, Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro per un commento sul caso Almasri

IL CASO ALMASRI RISCHIA DI FAR APPARIRE TUTTO COME UNO SCONTRO TRA MAGISTRATURA E POLITICA

Ci troviamo a commentare qualcosa di surreale. Se non fosse tutto vero, sembrerebbe il Teatro dell’Assurdo di Beckett, di cui abbiamo letto tantissime opere. Ora leggo dell'obbligatorietà dell’azione penale, del fatto che fosse un atto dovuto, ecc., ma esiste sempre il buon senso, la valutazione di ciò che viene presentato. Se qualcuno segnala al procuratore che una persona ha compiuto un’azione fuori da ogni logica, si deve valutare prima di iscrivere immediatamente qualcuno nel registro degli indagati e inviargli un avviso di garanzia. Tanto più quando si tratta del Presidente del Consiglio, è talmente abnorme questa situazione rispetto a un atto che spetta al Parlamento approfondire. A meno di una settimana da quando una parte della magistratura, secondo me con un atto di sgarbo istituzionale, ha deciso di uscire dalle aule in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ci troviamo di fronte a un'altra situazione discutibile. Se si vogliono mantenere i toni bassi, si rischia comunque di far apparire tutto come uno scontro tra magistratura e politica, cosa che non serve a nessuno. Anche un moderato come me, in questo caso, reagisce dicendo: usiamo il buon senso. Non è tutto automatico, esiste una valutazione da parte di chi gestisce la questione”.

“DALLE OPPOSIZIONI MI SAREI ASPETTATO SOLIDARIETÀ DA PARTE DI TUTTI VERSO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO”

Queste sono le domande che la politica si pone rispetto a ciò che è accaduto con Almasri, il quale è stato libero di girare per tutta Europa per 15 giorni e poi, nel momento in cui è entrato in Italia, è arrivato il mandato di arresto internazionale. Io dico che si deve valutare tutto, si può e si deve spiegare tutto, ma cosa c'entra l’iniziativa giudiziaria? Un esposto fatto per alzare il livello dello scontro tra magistratura e politica è un errore assoluto, non si deve seguire questa strada. Il procuratore generale di Roma avrebbe dovuto saperlo: sa quali sono le conseguenze. Nel merito, ci si può confrontare, ma questo spetta al Parlamento. Dalle opposizioni mi sarei aspettato solidarietà da parte di tutti verso il Presidente del Consiglio. La politica e le istituzioni prendono atto di una situazione che chiunque ci ascolti oggi riconosce come surreale. Perché, al di là delle appartenenze politiche, è lecito chiedersi: si può davvero mandare un avviso di garanzia al Presidente del Consiglio? Se si vogliono abbassare i toni, devono farlo tutti”.

“SU CERTI TEMI SI PUÒ E SI DEVE APPROFONDIRE, MA È COMPITO DEL PARLAMENTO, NON DELLA GIUSTIZIA”

Su questi temi servono buon senso e moderazione. Quando si parla di "ragion di Stato", bisogna comprendere quali siano le implicazioni di una scelta piuttosto che di un’altra. Sapevamo tutti chi fosse Almasri, e il rapporto con la Libia non è nato oggi. Quando Gheddafi veniva in Italia e montava le sue tende, molti si scandalizzavano, ma il dialogo con lui portava anche a benefici. Questo, però, non significa condividere ciò che faceva. Su questi temi si può e si deve approfondire, ma è compito del Parlamento, non della giustizia o di un'indagine giudiziaria”.



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