Carlo Verdone grazie ai social ritrova Natasha Hovey: "Vivo a Miami e sono la sua Sandy"

Carlo Verdone grazie ai social ritrova Natasha Hovey: "Vivo a Miami e sono la sua Sandy"

Carlo Verdone grazie ai social ritrova Natasha Hovey: "Vivo a Miami e sono la sua Sandy" Photo Credit: agenziafotogramma.it


L'attrice, oggi 56 enne, risponde all'appello lanciato alcuni giorni fa dal regista romano. Ecco cosa racconta al Corriere della sera.

Scene indimenticabili, che oggi sono negli annali della storia del cinema. Carlo Verdone ha lanciato un appello a Natasha Hovey, l'attrice protagonista di «Acqua e sapone». Il regista romano, reduce da Vita da Carlo, vuole incontrare Sandy, e sui social chiede notizie di lei. Che risponde all'appello.

«Sono stupita da tanto clamore. Mi hanno chiamato amici dall’Italia per avvertirmi dell’appello di Carlo Verdone che si chiedeva sui social dove fossi. Eccomi, vivo a Miami e sono la sua Sandy!», dice Natasha intervistata dal Corriere della Sera. Il regista romano la ricorda a 40 anni esatti dall'uscita di «Acqua e sapone». E dice: «Emanavi dolcezza e grazia, la luminosità del tuo viso non poteva non incantare. Dove sei ora, Natasha?».

ORA VIVE A MIAMI

Una nuova vita, lontano dai riflettori. Lontano dal cinema. Natasha Hovey, 56 anni, vive a Miami con suo marito (medico reumatologo). La coppia ha un figlio, che si chiama David, ed ha 24 anni. «Dopo Acqua e Sapone e Compagni di scuola, girati con Carlo, e altri lavori per la Rai, alcuni sceneggiati, mi sono trasferita in Francia per amore di mio marito, con cui ho costruito la famiglia che ancora oggi è tutto per me. I miei si sono separati, volevo una vita diversa. Una storia che fosse per sempre. Così sono volata a Parigi e ho sposato il mio compagno, nel 1999, trovandomi a vivere una specie di transfert: il sentimento che avevo per il cinema si è trasformato in un amore assoluto verso mio marito, parigino, e il nostro ragazzo», racconta l'attrice.

Operazione rewind. Poi torna indietro e ricorda quei film, successi indelebili. «A volte ho provato con David a rivedere i film con me ragazzina protagonista, ma una pellicola come Acqua e sapone ha un umorismo che in Francia non è così immediato. Siamo diversi. Mio figlio poi parla poco l'italiano. Nostalgia? Quando sono più malinconica succede che pensi alla carriera che avrei potuto fare e a cui ho rinunciato, vedo tante mie colleghe d'allora che oggi sono attrici affermate. Ma quando mi sento bene sono felice del successo che ho avuto e penso, oh my God, la ragazzina di quei film ha dato forma alla donna che sono oggi», dice.

L'INTUITO UNICO DI CARLO VERDONE

Verdone è Verdone. Attore poliedrico, regista attentissimo che riesce a raccontare il Paese come pochi. Negli anni Ottanta e Novanta, quando notò Natasha, si rese conto del talento di quella che all'epoca era una ragazzina. «Io mai avrei pensato di poter lavorare nel cinema. Avevo difficoltà a comunicare, ero piuttosto riservata. Mia madre, di origine olandese, per avere un ricordo dei miei 13 anni mi portò un giorno a fare qualche scatto in bianco e nero da un fotografo, che le consigliò di proporre il mio volto alla pubblicità. Così feci qualche spot, ma rimanendo muta: da una réclame per un prodotto contro la forfora mi scartarono perché dovevo dire una frase, ma non riuscii a proferire una parola! Mamma per sbloccarmi mi iscrisse a una scuola di recitazione, e piano piano mi sciolsi», conclude chiacchierando con Il Corriere. 


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