Bruxelles, la Commissione giuridica difende l’immunità di Ilaria Salis. Salvini protesta: "Vergogna"

Bruxelles, la Commissione giuridica difende l’immunità di Ilaria Salis. Salvini protesta: "Vergogna"

Bruxelles, la Commissione giuridica difende l’immunità di Ilaria Salis. Salvini protesta: "Vergogna" Photo Credit: AnsaFoto.it/Fabio Frustaci


L’europarlamentare dell’Alleanza Verdi e Sinistra si salva per un solo voto, decisivi i Popolari. Ma non è finita: adesso si esprimerà l’Eurocamera, che voterà il 7 ottobre. Intanto soddisfazione del Partito Democratico e duro attacco del leader della Lega

La Commissione giuridica del Parlamento europeo (JURI) ha respinto, con voto segreto, la richiesta presentata dall’Ungheria per revocare l’immunità parlamentare a Ilaria Salis, eurodeputata italiana eletta con Alleanza Verdi e Sinistra. La decisione, presa a Bruxelles oggi, non chiude definitivamente la vicenda ma rappresenta un passaggio politico decisivo: secondo la prassi, infatti, l’assemblea plenaria tende a confermare l’orientamento espresso dalla Commissione. L’ultima parola spetterà all’Europarlamento, che voterà il 7 ottobre prossimo a Strasburgo.

Il voto

Il relatore del dossier, lo spagnolo Adrián Vázquez Lázara del Partito Popolare Europeo, nella sua relazione aveva suggerito di respingere la richiesta ungherese. Dopo un confronto interno ai gruppi parlamentari, l’indicazione del relatore è stata confermata a scrutinio segreto. Pur non essendo vincolante, questa decisione orienta in maniera significativa l’esito della plenaria. Secondo fonti parlamentari, nella stragrande maggioranza dei casi la plenaria ha confermato quanto deliberato dalla Commissione JURI.

Ottobre

Il 7 ottobre i 705 eurodeputati riuniti a Strasburgo dovranno decidere in via definitiva. Se l’immunità fosse revocata, la giustizia ungherese potrebbe riaprire il procedimento penale nei confronti di Salis, legato a fatti risalenti al periodo precedente alla sua elezione. In caso contrario, il procedimento resterebbe sospeso fino alla fine della legislatura europea. Il verdetto avrà un impatto che va oltre la singola vicenda, incidendo sul dibattito sullo stato di diritto in Ungheria, già da tempo al centro di tensioni tra Budapest e Bruxelles.

Salis

Dopo la decisione, l’eurodeputata ha parlato di un passo importante: “Oggi la Commissione Juri ha deciso di difendere la mia immunità e l’indipendenza del Parlamento, e di respingere la richiesta di revoca avanzata dal regime ungherese. È un segnale importante e positivo. Ho piena fiducia che il Parlamento confermerà questa scelta nella plenaria di ottobre, affermando la centralità dello stato di diritto e delle garanzie democratiche”. E in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Salis ha ribadito la sua posizione: “La mia intenzione non è mai stata quella di sottrarmi a un processo. Ma in Ungheria questo non è evidentemente possibile”. A suo dire, un’eventuale estradizione equivarrebbe a “una condanna già scritta, in un Paese dove la magistratura non è indipendente” e dove rischierebbe “condizioni detentive disumane”. Infine, ha rivolto un appello diretto alle autorità italiane: “Processatemi in Italia. Fatelo ora. La legge italiana consente l’apertura di un’indagine anche su fatti commessi all’estero. Spetta alla procura o al ministro della Giustizia attivarsi”.

Il contesto

La vicenda si inserisce in un quadro politico complesso. L’Ungheria andrà alle urne nell’aprile 2026 e la vicenda di Salis si intreccia con le tensioni interne al Paese. Parallelamente, il Parlamento europeo è chiamato a decidere anche sull’immunità di Péter Magyar, esponente del PPE e avversario politico del premier Viktor Orbán. Una coincidenza che accende ulteriormente lo scontro, alimentando sospetti di pressioni politiche sul sistema giudiziario ungherese.

Le reazioni

La notizia del voto ha suscitato reazioni immediate. Roberto Salis, padre dell’eurodeputata, ha commentato con sollievo: “Siamo un pochino più sereni, ma molto felici, ma il voto ufficiale sarà a ottobre. Per fortuna, finora le indicazioni della Commissione non sono mai state smentite dalla plenaria quindi speriamo”. Soddisfatto anche Brando Benifei, capodelegazione del PD al Parlamento europeo: “Ilaria Salis è libera: non verrà riportata in carcere in Ungheria, non subirà l’ingiustizia del governo di Orban. Il Parlamento Europeo difendendo oggi la sua immunità ha difeso lo Stato di Diritto in Europa, per tutte e tutti i cittadini”. Di segno opposto la reazione del leader della Lega, Matteo Salvini, che su X ha scritto: “Chi sbaglia, non paga”, allegando una foto dell’eurodeputata con la scritta: “Vergogna, vergogna, vergogna. Poltrona salva, dignità persa”.



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