Bruxelles, l’Italia ottiene dall’Unione Europea margine per la spesa energetica: 14 miliardi in 2 anni

Bruxelles, l’Italia ottiene dall’Unione Europea margine per la spesa energetica: 14 miliardi in 2 anni

Bruxelles, l’Italia ottiene dall’Unione Europea margine per la spesa energetica: 14 miliardi in 2 anni   Photo Credit: AnsaFoto.it/Massimo Percossi


03 giugno 2026, ore 17:24 , agg. alle 18:21

Ma la Commissione UE raccomanda anche al nostro Paese un ampio pacchetto di interventi per il biennio 2026-2027, con l'obiettivo di rafforzare la sostenibilità dei conti pubblici, sostenere la crescita economica e stringere i tempi sulle riforme strutturali

La Commissione europea ha confermato per l'Italia la possibilità di utilizzare uno 0,3% di Pil per investimenti nel settore dell'energia all'interno del margine complessivo dell'1,5% previsto per la difesa dalla clausola di salvaguardia del Patto di stabilità. Bruxelles precisa tuttavia che le misure contro il caro energia dovranno restare temporanee e mirate, senza sostenere la domanda di combustibili fossili.

Giorgetti

Sulla decisione è intervenuto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha espresso soddisfazione: "Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato". Il ministro ha aggiunto che, una volta chiariti i limiti di utilizzo, "il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie", sottolineando che la valutazione dovrà essere complessiva e tenere conto delle ultime stime e delle raccomandazioni della Commissione, che "testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana".

La Commissione Ue

La Commissione europea raccomanda all'Italia un ampio pacchetto di interventi per il biennio 2026-2027, con l'obiettivo di rafforzare la sostenibilità dei conti pubblici, sostenere la crescita economica e accelerare le riforme strutturali. E' quanto emerge dal pacchetto di primavera del Semestre europeo, pubblicato dalla Commissione. Sul fronte finanziario, Bruxelles conferma che l'Italia rimane in procedura di deficit eccessivo, anche se il disavanzo pubblico che è diminuito dal 3,4% del Pil nel 2024, al 3,1% del Pil nel 2025. Le previsioni economiche della Commissione europea prevedono un disavanzo del 2,9% del Pil sia nel 2026 che nel 2027.

Bruxelles

Sul fronte della finanza pubblica Bruxelles chiede di rispettare il percorso di riduzione della spesa concordato con il Consiglio dell'Ue, dopo gli scostamenti registrati entro il 2025. Viene inoltre sollecitato un aumento graduale e sostenibile della spesa per la difesa, mantenendo al tempo stesso l'efficienza del bilancio pubblico. Secondo le previsioni economiche di primavera, la spesa pubblica totale per la difesa in Italia è stata pari all'1,3% del Pil nel 2025 e si prevede che raggiungerà l'1,2% del Pil nel 2026. Nonostante la conferma della possibilità di utilizzare un margine dello 0,3% per investimenti in energia all'interno dell'1,5% previsto per le spese per la difesa dalla clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, secondo Bruxelles le misure contro il caro energia dovranno restare temporanee e mirate alle famiglie più vulnerabili e alle imprese energivore. "La flessibilità fiscale aggiuntiva non copre misure di sostegno che sovvenzionano l'uso di combustibili fossili, come ad esempio le riduzioni mirate delle accise", ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa. "In questo senso, la nostra raccomandazione rimane invariata: adottare misure temporanee e mirate che non sostengano la domanda di combustibili fossili, perchè il problema attuale è uno shock dell'offerta. E non si può affrontare uno shock dell'offerta stimolando la domanda", ha aggiunto. Tra le priorità figura anche una riforma del sistema fiscale orientata alla crescita, attraverso un rafforzamento della lotta all'evasione, la riduzione delle agevolazioni fiscali residue, comprese alcune legate all'Iva, e l'aggiornamento dei valori catastali nell'ambito di una più ampia revisione delle politiche abitative. L'evasione fiscale, secondo Bruxelles, rimane infatti elevata, in particolare per quanto riguarda l'Iva e i lavoratori autonomi.

Il rapporto

Inoltre, "le recenti misure simili alle amnistie fiscali rischiano di essere controproducenti in termini di conformità fiscale", conclude il rapporto dell'esecutivo europeo. La Commissione invita inoltre il governo a migliorare la qualità della spesa pubblica e ad affrontare le sfide demografiche che pesano sulla crescita e sulla sostenibilità del sistema pensionistico. L'approccio dell'Italia contro la crisi demografica dovrebbe essere "più olistico e strutturale", e andare "oltre gli incentivi finanziari" creando "un ambiente favorevole alla genitorialità attraverso posti di lavoro stabili, politiche del lavoro e l'adozione di misure più ampie per incrementare la partecipazione al mercato del lavoro tra donne e giovani, attirando e trattenendo al contempo talenti di alta qualità". La "fuga dei cervelli", precisa ancora Bruxelles, persiste, "con molti giovani residenti altamente qualificati che cercano migliori opportunità all'estero, mentre l'Italia fatica ad attrarre e trattenere i talenti". Nelle raccomandazioni, viene anche chiesto di garantire la continuità delle riforme e degli investimenti attuati nell'ambito del Pnrr e dei programmi di coesione basandosi, ove opportuno, sulla riallocazione verso le priorità strategiche e sulle flessibilità previste nella revisione intermedia del quadro di politica di coesione. Sul piano economico e industriale, Bruxelles raccomanda di rafforzare ricerca e innovazione, valorizzare i risultati della ricerca universitaria, sviluppare il mercato dei capitali e favorire la crescita delle imprese. Viene inoltre richiesta una strategia industriale capace di ridurre i divari territoriali e sostenere i principali progetti infrastrutturali. Tra le riforme strutturali, l'Ue sollecita un rafforzamento della pubblica amministrazione, soprattutto a livello locale e nel Mezzogiorno, una riduzione dei tempi della giustizia civile e l'eliminazione degli ostacoli alla concorrenza nei settori dei trasporti e dell'energia.

L’ambiente

Per quanto riguarda il fronte ambientale ed energetico, le raccomandazioni della Commissione europea chiedono di accelerare l'elettrificazione, la diffusione delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo, semplificando le procedure autorizzative e investendo nella rete elettrica. E ancora, l'esecutivo europeo chiede di "affrontare i rischi legati al cambiamento climatico e mitigarne l'impatto economico, anche tramite un maggiore coordinamento istituzionale, soluzioni basate sulla natura e una più ampia copertura assicurativa contro i rischi climatici", oltre che di "contrastare le persistenti inefficienze nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti, riducendo i divari infrastrutturali, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno". Fra le misure necessarie, anche una riprogettazione della tassazione dei veicoli per riflettere accuratamente le emissioni di CO2, soprattutto nelle città ad alta densità di traffico, che "potrebbe contribuire a finanziare infrastrutture per la mobilità sostenibile, riducendo l'elevata dipendenza dal trasporto su strada". Infine, Bruxelles invita l'Italia a migliorare la qualità del lavoro, riducendo ulteriormente la segmentazione del mercato e rafforzando la contrattazione collettiva, anche a sostegno di salari adeguati. Importante anche ridurre la precarietà e il lavoro sommerso, tenendo conto anche delle disparità territoriali. Tra gli obiettivi figurano anche il potenziamento della formazione professionale, il miglioramento dei risultati scolastici e un accesso più rapido e tempestivo a un'assistenza sanitaria a prezzi accessibili, anche affrontando la carenza di personale nelle professioni sanitarie chiave. Infine, l'Italia dovrebbe continuare a migliorare la copertura e l'adeguatezza della protezione sociale, nonché l'accesso ai servizi sociali per le persone in situazioni di vulnerabilità, in particolare i minori, mantenendo al contempo la sostenibilità fiscale. 


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