Assenteista professionista, in 15 anni nemmeno un giorno di lavoro, ma con 538.000 mila euro di stipendio

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Assenteista professionista, in 15 anni nemmeno un giorno di lavoro, ma con 538.000 mila euro di stipendio


È accaduto a Catanzaro, all’ospedale Pugliese - Ciaccio, l’uomo era dipendente del Centro Operativo Emergenza Incendi, alla fine è stato licenziato per giusta causa e senza preavviso


Chiamarlo furbetto del cartellino è riduttivo, oltre che inesatto. Perché Salvatore Scumace, 66 anni, durante i 15 anni in oggetto, era in pianta organica, riceveva con regolarità lo stipendio, ma non era mai risultato presente. Per il suo caso è stata istituita anche una commissione, che non ha potuto applicare provvedimenti, ma la conclusione della sua indagini ha dato il là per la risoluzione del rapporto. C’è voluta la Guardia di Finanza, coordinata dalla procura diretta da Nicola Gratteri, per mettere fine alla vicenda. È bastato comunque passare al setaccio tabulati di presenza e turni di servizio dell’ospedale.

Un fantasma che si faceva vedere solo per intimidire i dirigenti

Solo pochi, tra i dipendenti, ascoltati durante l’indagine, ricordavano “una persona molto distinta” che più o meno nel 2005 si è presentata senza preavviso nell’ufficio della responsabile del C.O.E.I. Ma non era per mettersi a disposizione, né una visita di cortesia. L’uomo con pesanti minacce, intimidazioni e promesse di nuocere a lei e ai suoi familiari ha convinto la funzionaria, oggi in pensione, a soprassedere sulle segnalazioni disciplinari che aveva iniziato ad inviare, perché si era accorta della situazione. Salvatore Scumace, con i nuovi responsabili dell’ufficio non ha dovuto fare altre pressioni. Il nuovo responsabile del C.O.E.I., Nino Critelli e i due dirigenti pro tempore dell’ufficio risorse umane Vittorio Prejanò e Maria Pia De Vito – tutti indagati per abuso d’ufficio – non si sono mai disturbati a fare controlli.


Nel Luglio del 2020 creata una commissione

Forse nell’intento di non addossare responsabilità ad un solo funzionario, l’ospedale non ha potuto fare a meno di avviare un primo procedimento disciplinare nei confronti di Scumace, affidato a un’apposita commissione. Allo scopo, sono stati individuati un presidente, Domenico Canino, e due membri, Laura Fondacaro e Antonino Molè, incaricati di vagliare la posizione del dipende e indicare l’eventuale sanzione. L’uomo comunque, probabilmente all’oscuro di quanto stesse accadendo, ha continuato a fare il fantasma, senza che la commissione avanzasse obiezioni. E nero su bianco i componenti hanno affermato l’impossibilità di avanzare un addebito disciplinare nei confronti del dipendente. Ma questo è stato sufficiente per un avviso di conclusione indagini per il reato di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Adesso a Scumace, licenziato, saranno chieste le somme indebitamente percepite, oltre interessi, ma per quei quindici anni da fantasma dovrà rispondere anche di estorsione aggravata.


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