Arrestate 9 persone accusate di avere finanziato Hamas, la premier Giorgia Meloni esprime apprezzamento per l’operazione

Arrestate  9 persone accusate di avere finanziato Hamas, la premier Giorgia Meloni esprime apprezzamento per l’operazione

Arrestate 9 persone accusate di avere finanziato Hamas, la premier Giorgia Meloni esprime apprezzamento per l’operazione


Tra le persone finite in manette a Genova il presidente dell'associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun. Per gli investigatori stava per partire alla volta della Turchia

La premier Giorgia Meloni ha espresso apprezzamento e soddisfazione per l’ operazione che oggi ha portato all’arresto di nove persone accusate di aver finanziato Hamas, attraverso associazioni benefiche. Tra le persone finite in manette il presidente dell'associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, 63 anni, nel nostro Paese da 40 anni, ritenuto il vertice della cellula italiana di Hamas. Ecco il testo integrale della nota diffusa da Palazzo Chigi: "Desidero esprimere apprezzamento e soddisfazione per l'operazione, di particolare complessità e importanza, che ha consentito di eseguire gli arresti di nove persone accusate di aver finanziato Hamas, attraverso alcune associazioni, sedicenti benefiche, per oltre sette milioni di euro. Tra queste, il presidente dell'associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, definito dagli investigatori 'membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica Hamas' e 'vertice della cellula italiana dell'organizzazione Hamas'. Esprimo il più sentito ringraziamento, mio personale e a nome di tutto il Governo, a quanti hanno reso possibile quest'operazione - Procura di Genova, Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, oltre al supporto informativo fornito da AISE-Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna".

L’operazione è scatatta questa mattina a Genova perché, in base a quanto si legge nell’ordinanza del Gip, Hannoun stava per lasciare l’Italia alla volta della Turchia. "Sussiste, quanto meno per l'indagato Hannoun, concreto e attualissimo pericolo di fuga, avendo egli da tempo manifestato il progetto di trasferirsi in Turchia e di aprire li un ufficio ove spostare l'attività dell'associazione, ma negli ultimi giorni le intercettazioni hanno evidenziato come tale programma sia in fase di attuazione. La gravità del reato contestato e della pena che potrebbe, quindi essere irrogata, oltre che la consapevolezza dell'indagine in corso rappresentano senz'altro una spinta più che sufficiente a lasciare l'Italia. Già nell'ottobre 2024 l'indagato aveva preso in considerazione l'ipotesi di trasferirsi in Turchia, Paese dove potrebbe operare senza difficoltà. Il 28/10/2024, dopo che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, il 7 ottobre di quell'anno, aveva inserito Abspp e Hannoun nella lista delle persone sospettate di finanziare il terrorismo, la moglie e la figlia valutano l'ipotesi di trasferirsi in Turchia e concordano sulla necessità di mantenere riservatezza al riguardo. Negli ultimi giorni emerge che Hannoun ha programmato al partenza per Istanbul per il 27/12/25 e che la famiglia lo raggiungerà a breve". Queste le parole messe nero su bianco dal Giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini nell'ordinanza per motivare  le esigenze cautelari.

“Nella cartella di backup delle immagini contenute nel telefono cellulare di Hannoun sono state trovate numerose immagini, che denotano in modo inequivoco quanto meno la condivisione dell'ideologia di Hamas e del suo modus operandi", sottolinea ancora il gip nel documento. Si tratta di foto di martiri e combattenti, con riferimenti ad Hamas, alle Brigate Izz al-Din al-Qassam e ai leader del movimento; immagini di bambini in uniforme con maglie di Hamas, richiesta di donazioni per le famiglie bisognose di Gaza con il logo di Hamas.


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