Antonio Tajani a RTL 102.5: “L’intervento Usa in Venezuela, vista la minaccia, è stato legittimo”

Antonio Tajani a RTL 102.5: “L’intervento Usa in Venezuela, vista la minaccia, è stato legittimo”

Antonio Tajani a RTL 102.5: “L’intervento Usa in Venezuela, vista la minaccia, è stato legittimo” Photo Credit: ANSA/GIUSEPPE LAMI


Groenlandia: “L’Ue prenda posizione per garantire l’indipendenza”

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, interviene ai microfoni di RTL 102.5, in merito alla situazione del Venezuela e alla tragedia di Crans-Montana. All’interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Massimo Lo Nigro.


VENEZUELA: È LEGITTIMO L’INTERVENTO DI TRUMP?

«Noi riteniamo che l’intervento militare di Trump non sia idoneo a risolvere le questioni, però, allo stesso tempo, è legittimo l’intervento statunitense vista la minaccia che loro intravedevano e credo che questo emergerà anche nel corso del processo a Maduro, visto anche il super testimone, rappresentato dall’ex capo dei servizi segreti venezuelani. Il narcotraffico è uno strumento non soltanto di interesse economico, ma anche uno strumento con cui attaccare gli altri Paesi. In qualsiasi analisi di politica che viene fatta, quindi da questo punto di vista, per tutelare la propria sicurezza, l’intervento diventa legittimo. Detto questo, ora bisogna lavorare per una transizione democratica, perché il popolo venezuelano possa vivere una nuova stagione di democrazia, di libertà e di rispetto dello stato di diritto, perché questi anni sono stati molto pochi coloro che hanno denunciato con forza e si sono impegnati per contestare i crimini commessi dalla dittatura di Maduro, cosa che noi abbiamo sempre fatto. Anche tante organizzazioni, che oggi lamentano una carenza di dibattito sul diritto internazionale, non se ne sono occupati perché hanno veramente sottovalutato quello che era il regime criminale di Maduro. Oggi, per il Venezuela, senza Maduro, è un momento di libertà. È nettamente più libero, però per quanto ci riguarda, visto che quella italiana è una delle più grandi comunità all’estero, dobbiamo lavorare affinché sia garantita la sicurezza dei nostri connazionali, cosa che sta già accadendo, ma dobbiamo anche lavorare per la liberazione dei prigionieri politici italiani, come Trentini, l’ultimo degli italiani arrestati. Sono una ventina circa, ma siamo fortemente impegnati per far tornare a casa tutti i nostri compatriotti, a partire da Trentini. Abbiamo parlato fino a ieri sera con il nostro ambasciatore a Caracas e stiamo lavorando per questo stiamo tutto il possibile e l’impossibile per questo. Speriamo che con la Rodriguez sia più facile il dialogo per riportare a casa una persona che non ha commesso alcun reato, così come gli altri italiani detenuti sono detenuti per motivi politici, non perché siano dei pericolosi criminali».


LEGITTIMARE ALTRE POSSIBILI AZIONI NEL MONDO

«Io credo che debbano essere tenute nettamente distinte le questioni. Il tema del narcotraffico è un tema particolare, è un tema che riguarda quella parte di America Latina, cominciando dal Venezuela per poi passare a parti della Colombia, dove ci sono organizzazioni terroristiche che sopravvivono e si finanziano e si armano grazie al narcotraffico. C'è un sistema che deve essere assolutamente scardinato, l'Italia partecipa a tutte le operazioni internazionali per combattere il traffico internazionale di droghe e ripeto, non è soltanto una questione di business, è anche una questione di sicurezza».


GROENLANDIA: LA POSIZIONE DELL’ITALIA

«Di dichiarazioni Trump ne ha fatte molte sulla Groenlandia, vediamo quali saranno le intenzioni reali. L’Unione Europea deve naturalmente prendere la propria posizione e garantire comunque l'indipendenza di un territorio che fa parte della corona danese».


LA NECESSITÀ DI UN PIANO DI DIFESA COMUNE EUROPEA

«Sono assolutamente convinto della necessità di rafforzare la sicurezza europea. Era il sogno di De Gasperi, poi è stato il sogno di Berlusconi. Ora finalmente stanno compiendo dei passi in avanti per un maggior coordinamento. Io credo che serva una difesa europea, che è qualcosa di più di un coordinamento tra le forze europee. Detto questo, ora dobbiamo andare avanti per rinforzare la nostra sicurezza, che è un concetto molto più ampio della difesa. Per esempio, la sicurezza cibernetica, la lotta contro il narcotraffico: queste sono tutte questioni che riguardano la sicurezza generale dell'Unione Europea».


LA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA

«Decollerà, credo, verso le 11-11.30 l’aereo della nostra aeronautica militare per accompagnare a Milano e poi a Roma le salme dei morti a Crans-Montana. È un volo organizzato dall'aeronautica militare e questo credo dimostri quanto l'Italia e le istituzioni sono state vicine in un momento drammatico ai nostri concittadini coinvolti in questa immane tragedia. Non li abbiamo lasciati soli neanche un minuto perché credo sia giusto che tutte le istituzioni, per questo voglio ringraziare l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, voglio ringraziare il Consolo d'Italia e tutti i funzionali della nostra ambasciata, tutti i funzionali dell'unità di crisi che hanno dato il massimo per sostenere e risolvere i problemi dei nostri connazionali in un momento complicatissimo. Credo sia giusto, e questo dovrebbe essere fatto anche con la protezione civile, ribadire l'importanza di una organizzazione statale efficiente che con tutte le sue strutture cerca di proteggere i propri cittadini, ma anche di farli sentire al sicuro e far capire loro che le istituzioni non sono una fredda macchina burocratica, ma sono istituzioni composte da donne e da uomini che hanno grande sensibilità. Per questo voglio ringraziare anche la Regione Lombardia, in modo particolare l'assessore Bertolato, voglio ringraziare la Regione Piemonte e tutte le altre istituzioni che si sono messe a disposizione per accogliere i feriti che la Svizzera non riusciva a poter curare tutti i grandi ustionati, che servono in questi casi. Abbiamo accolto con grande soddisfazione e ringraziamo il Presidente della Confederazione Elvetica che ha riconosciuto il ruolo dell'Italia. Noi siamo, fin dal primo momento, vicini alla Svizzera che ha subito questa immane tragedia, perché ha avuto anche tanti morti, come li hanno avuto i francesi e altri paesi. Alcuni dei feriti sono in condizioni serie, speriamo che tutti quanti possano essere curati in modo migliore. Adesso sono tutti in Italia, al Niguarda e a Torino, quindi garantiremo loro tutte le cure possibili, faremo tutto il possibile perché questi giovani possano tornare a vivere in maniera normale. Certamente sarà un percorso lungo per curare i gravi ustionati, lo sappiamo bene, però sono certamente in buone mani perché la nostra medicina, da questo punto di vista, è all'altezza della situazione, quindi faremo di tutto e faranno di tutto per curare questi ragazzi che sono vittime innocenti di una tragedia per la quale bisogna accertare anche le responsabilità. Mi pare che le autorità svizzere abbiano deciso di intervenire con grande fermezza. Ho continuato a parlare con i genitori di questi ragazzi fino a ieri sera. Ho dato loro il mio portatile perché sia giusto che loro possano avere anche certezza della situazione. Direi che si è potuto soltanto consolare i genitori colpiti da questo lutto tremendo, perché perdere un figlio non è mai logico, non è mai ragionevole, è contro natura. È un dolore enorme perdere un genitore, è inconcepibile il dolore che si può provare quando si perde un figlio. Questo noi lo comprendiamo benissimo, non ci sono parole che bastino ad alleviare il dolore, però far sapere che tutta l'Italia è vicina ai genitori e alle famiglie delle vittime, questo sì che lo possiamo fare. Così come abbiamo cercato di sostenere nel modo migliore possibile, dando loro informazioni, accompagnandoli e aiutandoli, i familiari dei feriti che adesso fortunatamente sono tutti in Italia. Fin dall'inizio ho incontrato anche la procuratrice generale che mi ha assicurato che la Svizzera farà tutto ciò che serve per accertare la verità e individuare i responsabili. Certamente i proprietari del locale sono già indagati e dovranno rispondere sulle misure di sicurezza adottate. Non tocca a me giudicare, ma mi sembrano assolutamente non adeguate alla situazione e al numero delle persone presenti in quel momento nel locale».



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