Angela Celentano sparì 29 anni fa, chiesto il test del dna per una donna che vive in Turchia

Angela Celentano sparì 29 anni fa, chiesto il test del dna per una donna che vive in Turchia

Angela Celentano sparì 29 anni fa, chiesto il test del dna per una donna che vive in Turchia Photo Credit: agenzia ipa


Si torna a calcare la pista turca, che già nel 2009 venne considerata, per una foto pubblicata da una blogger, e per la confessione in punto di morte di un sacerdote


Per la scomparsa di Angela Celentano si torna a seguire la cosiddetta pista turca, una donna che vive in Turchia sarà sottoposta al test del Dna.La bimba è stata cercata invano per 29 anni, aveva appena tre anni quando il 10 agosto del 1996, spari nel nulla durante una gita sul monte Faito. Molte volte si è sperato di averla trovata, anche nel 2009, ma solo ora si dispongono approfondimenti sulla "pista Turca" in relazione alla sparizione di quella che era all'epoca una bambina. E’stata la gip di Napoli Federica Colucci a chiederli malgrado la Procura di Napoli (sostituto procuratore della Dda Giuseppe Cimmarotta) di recente abbia chiesto l'archiviazione. La richiesta di formulata dagli inquirenti si fonda essenzialmente sulla mancanza di riscontri e, inoltre, gli accertamenti espediti non hanno fornito risultati apprezzabili, in particolare quelli riguardanti la corrispondenza tra i tratti somatici della bimba con quelli di una giovane ritratta in una foto. Il prolungamento delle indagini è stato comunicato alla famiglia Celentano assistita dagli avvocati Enrica Visconti e Luigi Ferrandino.


Don Augusto e il suo segreto

Le autorità italiane hanno iniziato a seguire la pista turca nel 2009. A far nascere l’ipotesi è stata la segnalazione di Vincenza Trentinella, una blogger che riferì di aver ottenuto informazioni sconcertanti da un sacerdote. Secondo il racconto della donna, il prete (don Augusto) le confidò in punto di morte di aver raccolto anni prima la confessione di una sua parrocchiana riguardo al caso. In particolare, questa donna sosteneva che Angela Celentano fosse ancora in vita e si trovasse proprio in Turchia, cresciuta segretamente lontano dall’Italia.Veniva descritta una situazione precisa: Angela sarebbe viva e affidata a una famiglia in Turchia, cresciuta come figlia non naturale. Il prete indicò persino alcuni dettagli, tra cui il coinvolgimento di un uomo di nome Fafhi Bey, descritto come possibile tutore della ragazza. Questa testimonianza, sebbene indiretta, risultò abbastanza dettagliata e genuina da spingere la Procura di Napoli ad aprire ufficialmente un fascicolo sul caso turco nel 2009.

 Le ricerche in sudamerica

Nel corso degli anni, il caso ha conosciuto anche numerosi altri tentativi investigativi paralleli, nessuno dei quali ha finora condotto al ritrovamento della ragazza. Oltre alla pista turca, che oggi resta aperta, sono state vagliate piste sudamericane, come ad esempio la segnalazione di una ragazza in America Latina con una forte somiglianza ad Angela. In un caso, una giovane dal Messico contattò la famiglia sostenendo di essere Angela – un episodio poi rivelatosi una costruzione di fantasia. Sono emerse inoltre ipotesi “religiose” legate a possibili sette o moventi spirituali (anche in virtù del contesto evangelico in cui avvenne la scomparsa), ma senza riscontri concreti. Nessuna di queste piste alternative ha prodotto prove decisive, e il mistero della scomparsa di Angela Celentano rimane tuttora senza soluzione, che si tenta di chiarire attraverso il test del Dna e sentendo i presunti testimoni turchi, in particolare un avvocato, per fare in modo di identificare la ragazza ritratta in un video depositato dalla blogger Vincenza Trentinella già nel 2009. A fare richiesta dell'esame del Dna sono stati gli avvocati della famiglia Celentano, Luigi Ferrandino ed Enrica Visconti.



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