Amata, maternità agli antipodi alle prese con l’imprevedibilità del destino: Ilaria Bernardini ci porta alla scoperta del suo libro

Amata, maternità agli antipodi alle prese con l’imprevedibilità del destino: Ilaria Bernardini ci porta alla scoperta del suo libro

Amata, maternità agli antipodi alle prese con l’imprevedibilità del destino: Ilaria Bernardini ci porta alla scoperta del suo libro Photo Credit: “Amata” di Ilaria Bernardini, HarperCollins


Due protagoniste che devono fare i conti con le proprie ambizioni e con un destino che sembra non volerle assecondare, in una storia di maternità temute e maternità desiderate

Quello del fine settimana sulle nostre pagine online è un programma fitto di appuntamenti importanti sul fronte culturale. È in questa finestra temporale che andiamo infatti a scandagliare gli scaffali delle librerie, alla ricerca delle novità più intriganti uscite recentemente.

Qualcosa che facciamo la domenica, con la panoramica sui libri più interessanti della settimana che fornisce ottimi spunti di lettura con la selezione di quattro volumi sempre aggiornata. Il sabato la lente d’ingrandimento aumenta il suo zoom per scavare a fondo tra le pagine delle storie. Un momento di confronto importante che ci permette di fare quattro chiacchiere con autori e autrici. Come nel caso di Francesco Carofiglio con il suo “Tutto il mio folle amore”, o ancora come con Andrea Mara e il suo “L’ultimo vagone”.

Oggi sotto i riflettori troviamo un racconto che ha ispirato una pellicola pronta ad approdare al cinema, con un cast d’eccezione. Si tratta di “Amata” di Ilaria Bernardini, pubblicato da HarperCollins. E proprio con l’autrice abbiamo fatto una chiacchierata illuminante sulle tematiche affrontate all’interno della storia.


AMATA, LE DIFFICOLTÀ DI ESSERE MADRE, O DI DIVENTARLO

Ciao Ilaria, cedo a te la parola per le presentazioni di rito. Cosa troviamo in "Amata”?

“In Amata troviamo una corrente credo calda e spero emozionante, che unisce la storia di due donne e, in fondo, di moltissime donne. E quindi, anche degli uomini e delle donne loro vicine. Nunzia è incinta e non si sente madre, Maddalena si sente madre con ogni atomo di sé e non riesce a rimanere incinta. Di questi due destini e di queste due vite, esplode tutto l’amore, la solitudine, il dolore e la luce che c’è.”


Due storie e due personaggi che vivono una condizione psico-fisica agli estremi opposti. Come si sviluppa una storia come quella del tuo libro partendo da questi presupposti?

“Credo e spero con empatia. Abitando davvero l’anima e il senso dell’alterità di cui non sappiamo ma cerchiamo di capire e dobbiamo ascoltare, ma anche nella ricerca dei punti comuni che abbiamo tutti sul pianeta Terra. Tutti abbiamo paura, tutti vogliamo amare ed essere amati, tutti ci confrontiamo con la finitezza di noi e con l’infinito dell’esperienza umana.”


Il dove, il come e il quando sono fattori giusto accennati nella storia, per dare una coerenza spazio-temporale agli eventi. Quello che conta, nell'economia del racconto, sono elementi che vanno oltre il tangibile…

“Credo anche io. Spero che le storie siano sempre storie più “larghe”, universali, che non raccontino solo lo stringente presente o la storia di una sola donna o un solo uomo, ma che i personaggi, le trame, il dolore e la vita che consegnano, parlino di noi e quindi di tutti e quindi ci uniscano, come dici, oltre il tangibile. In una partitura più universale.”



DUE PROTAGONISTE, UN VISSUTO COMUNE E OPPOSTO

Com'è nata l'idea alla base di questa storia?

“È nata perché quando ho cominciato a leggere e ascoltare ovunque della storia di Enea affidato alla culla per la vita, ero furiosa, furiosa da soffocare: non dovevano saperlo, la donna era garantita per legge di anonimato, il pericolo e la caccia alle streghe scatenata su una storia privatissima mi ha fatto reagire e quindi scrivere e studiare, scoprendo moltissimi punti di vista e storie diverse per guardarle e accoglierle.”


Possiamo dire che quello delle due protagoniste, Nunzia e Maddalena, possono essere due momenti che possono essere vissuti all'interno di una stessa vita? Perché da giovani si sente di essere immaturi per fare un discorso di maternità (ma anche di paternità) e, giunti all'età giusta, ci sono sempre "rischi biologioco-anagrafici" con cui fare i conti…

“Infatti, sai, a volte penso che avrei, forse, dovuto farle di età più simile. Facendo Nunzia giovane è come se avessi inconsciamente forse voluto rendere la sua scelta più “accettabile”. Mentre per me e, filosoficamente e politicamente, avrebbe potuto non sentirsi in nessuna maniera madre anche a 35 anni. Non c’è, ecco, un’età giusta o non giusta per sentirsi profondamente madre o per niente madre.”


Avevi in mente un lettore o una lettrice tipo quando hai scritto questo libro?

“No, non credo. Però avevo in mente di cercare di scrivere per aprire (al dubbio, al non giudizio) e non di chiudere. E per farne qualcosa del nostro dolore, della nostra rabbia ma anche di tutto questo amore.”


Momento gioco che ritorna nello spazio dedicato alle autrici e agli autori: se il tuo libro fosse una canzone, quale sarebbe?

“Sarebbe "On both sides now" di Joni Mitchell, senza dubbio. È una canzone colossale e dolcissima, che parla di vedere le cose da entrambe (e quindi tutte le parti). Joni Mitchell ha anche avuto una figlia non riconosciuta a 17 anni, che ha poi incontrato e frequentato moltissimo dopo i cinquant’anni. L’ha registrata anche da anziana, mischiando la traccia alla sua voce da giovane, e ascoltarla è il senso di tutto e della vita. Un capolavoro di semplicità e insieme magia e bellezza. Per questi motivi e molti altri, la trovo molto connessa ad Amata.”


Ora ci proiettiamo verso il futuro: hai già qualche nuova storia che sta prendendo forma e di cui si può già parlare? O qualche nuovo progetto letterario a cui ti piacerebbe lavorare?

“Sto scrivendo un film con la meravigliosa regista libanese Nadine Labaki che aveva vinto Cannes con Capernaum e andremo sul set a novembre con film scritto con Bernardo Bertolucci e Ludovica Rampoldi, la regia è di Pallaoro. Queste sono le storie e i progetti su cui mi sto concentrando in questi mesi, mentre porto in giro, commossa e felice, Amata, che poi uscirà anche in sala come film il 16 ottobre con Miriam Leone, Tecla Insolia, Stefano Accorsi e Donatella Finocchiaro a interpretarlo. Un autunno emozionante ;-I”



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