A Milano Al corteo proPal tensioni e la scritta 'Spara a Giorgia' Insorge la maggioranza, sagome anche di Schlein e Calenda

A Milano Al corteo proPal tensioni e la scritta 'Spara a Giorgia' Insorge la maggioranza, sagome anche di Schlein e Calenda

A Milano Al corteo proPal tensioni e la scritta 'Spara a Giorgia' Insorge la maggioranza, sagome anche di Schlein e Calenda Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


Polemiche per la scritta in rosso 'Spara a Giorgia' lasciata sulla vetrina di una banca

Vetrine e pensiline dei mezzi pubblici danneggiate e imbrattate, scritte sui muri, un momento di tensione fra manifestanti e forze dell'ordine, sette persone portate in questura: sono arrivati in circa diecimila a Milano per il corteo nazionale per chiedere di fermare il genocidio a Gaza a supporto della resistenza palestinese, più di quanti sfilino lungo le vie di Milano, in quello che è diventato ormai un appuntamento fisso pro Pal del sabato pomeriggio.


La scritta contro la premier

Più persone, ma soprattutto più incidenti e più polemiche, in particolare per la scritta in rosso 'Spara a Giorgia' lasciata su una vetrina di Bpm che ha scatenato l'indignazione della politica, a cominciare da quella dei presidenti di Camera e Senato. La manifestazione di oggi, partita da piazza Duca d'Aosta, davanti alla stazione Centrale non ha toccato il centro (motivo, questo, di proteste nei giorni scorsi per il diniego all'arrivo in piazza Duomo) ma dalla stazione si è diretta verso il quartiere Isola, per poi arrivare a piazzale Baiamonti e concludersi all'Arco della Pace. Tante le bandiere palestinesi, le scritte inneggianti alla resistenza ma anche sagome di Carlo Calenda e Elly Schlein con impronte di mani in vernice rossa e la scritta 'complice del genocidio'. La stessa scritta apparsa sulle vetrine danneggiate di banche, supermercati e locali come Unicredit, Carrefour e Starbucks. In piazzale Baiamonti ci sono stati alcuni momenti di tensione con contatti fra i manifestanti e le forze dell'ordine in tenuta antisommossa con scudo e manganello. Sette persone sono state portate in questura.


Solidarietà a Meloni

 "A forza di gridare al pericolo antidemocratico del governo Meloni, incitare alla rivolta sociale e alzare i toni tutti i giorni come se fossimo in una guerra civile - ha commentato il responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli - era più che prevedibile che accadesse: in piazza i violenti hanno preso seriamente le parole dei vari piddini e postgrillini e hanno invitato a sparare al Presidente del Consiglio. Solidarietà a Giorgia Meloni che non si farà certo intimidire". Parole a cui hanno fatto eco quelle di tanti altri esponenti di Fratelli d'Italia, dal deputato ed ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato alla vicecapogruppo alla Camera Elisabetta Gardini che ha parlato di "una scritta ignobile". "Condanniamo con fermezza - ha assicurato il presidente della Camera Lorenzo Fontana - intimidazioni e linguaggio d'odio, che minano il confronto civile e democratico". "Chi scrive 'Spara a Giorgia' - è convinta - non è un attivista, è un potenziale terrorista". Di "fatti gravissimi che continuano a ripetersi a ogni manifestazione e che sono il frutto di una pericolosa campagna di demonizzazione dell'avversario politico e delle donne e degli uomini in divisa" ha parlato il presidente del Senato Ignazio La Russa che ha avvertito: "in troppi continuano a scherzare con il fuoco". Anche il vicepremier Matteo Salvini non ha voluto far mancare la sua "solidarietà a Giorgia". "Questi sarebbero i 'pacifisti' che il 25 aprile andranno in piazza cercando fascisti che non ci sono - ha ironizzato il segretario della Lega -, mentre il primo maggio parleranno di lavoro anche se non hanno mai faticato". "Azioni scellerate che non c'entrano proprio nulla con il diritto democratico di manifestare" ha commentato il presidente della Lombardia Attilio Fontana. "Milano - ha aggiunto - non è quella rappresentata da questi personaggi che, mi auguro, rispondano personalmente dei danni arrecati in città".



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