82. Mostra del Cinema di Venezia: Leonardo Di Costanzo e Barbara Ronchi presentano “Elisa” a RTL 102.5

82. Mostra del Cinema di Venezia: Leonardo Di Costanzo e Barbara Ronchi presentano “Elisa” a RTL 102.5

82. Mostra del Cinema di Venezia: Leonardo Di Costanzo e Barbara Ronchi presentano “Elisa” a RTL 102.5


Nel corso di “The Flight”, il regista e l’attrice protagonista hanno presentato il film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025

Leonardo Di Costanzo, regista e sceneggiatore italiano, e Barbara Ronchi, attrice italiana, sono stati ospiti di RTL 102.5, in compagnia di Ivana Faccioli e Mario Vai, nel nostro studio a Palazzo del Casinò, a Venezia, in occasione della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Di Costanzo e Ronchi hanno presentato “Elisa”, una pellicola in lingua italiana e francese della durata di 105 minuti, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.


Sinossi e cast

Elisa, trentacinque anni, è in carcere da dieci, condannata per avere ucciso la sorella maggiore e averne bruciato il cadavere, senza motivi apparenti. Sostiene di ricordare poco o niente del delitto, come se avesse alzato un velo di silenzio tra sé e il passato. Ma quando decide di incontrare il criminologo Alaoui e partecipare alle sue ricerche, in un dialogo teso e inesorabile i ricordi iniziano a prendere forma, e nel dolore di accettare fino in fondo la sua colpa Elisa intravede, forse, il primo passo di una possibile redenzione. Il cast è composto da Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon e Valeria Golino.


Le parole di Leonardo Di Costanzo

Nel corso di “The Flight”, Leonardo Di Costanzo, direttamente da Venezia, ha svelato, in diretta su RTL 102.5, dei dettagli sul film “Elisa” «La protagonista si trova in un carcere ma è come se fossi entrato nella cella di uno dei detenuti. È un film sulla colpa, come gli altri che ho fatto, solamente che la colpa negli altri film è raccontata dal punto di vista delle persone che hanno a che fare con gli autori della colpa, cioè la società, i gruppi sociali, il quartiere. Qui invece abbiamo la possibilità di guardare in faccia l’autore della colpa, cercare di entrare dentro la personalità. La palla in questo caso sta nel campo degli spettatori, sono loro che devono capire che tipo di atteggiamenti avere con i portatori di colpa. La storia è partita dallo studio di Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali, che sono criminologi che seguo da anni e con cui si è instaurata una certa relazione, e l’idea che loro hanno della criminologia, che non è utilizzata in senso statico, ma si pone il problema di una trasformazione e di movimenti avanti e indietro del personaggio, è stata una delle cose che mi ha interessato maggiormente».


Le parole di Barbara Ronchi

«Elisa è una donna che ha rimorso, sa che ha commosso un delitto ma non ricorda quel momento. Questi incontri con il criminologo partono con questa voglia di capire fino in fondo cosa è successo, ma poi diventano altro. Si trasforma in una discesa per Elisa nel profondo di sé stessa per capire chi è e non separare più la persona che era prima e quella che è adesso. Lei è un’unica persona e alla fine della detenzione dovrà uscire fuori, tornare nel mondo e non vuole essere più la persona che era, vuole diventare altro. Interpretare qualcuno che scava dentro sé stesso è difficile. La colpa aleggiava sempre nell’aria. Sempre presente è qualcosa che non ti riesci a dimenticare, ma come racconta il film non si può rimanere inchiodati a quella colpa lì, perché è un sentimento passivo. Bisogna capire che cosa fare dopo, perché tanto i conti con sé stessi si faranno per tutta la vita, ma poi c’è altro, c’è la possibilità di capire profondamente e c’è tanto altro che si può fare all’interno delle carceri come percorso per i detenuti» ha svelato Leonardo Fasoli, ai microfoni di RTL 102.5.



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